Strage di Ustica, dopo 39 anni la delusione delle vittime: “Governo senza risposte”

Daria Bonfietti sprona il governo: "Vadano con forza a farsi dare delle risposte, pena la dignità nazionale"
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BOLOGNA – Sono passati 39 anni da quel 27 giugno 1980, ma l’associazione dei familiari delle vittime di Ustica continua a chiedere le responsabilità precise dell’abbattimento del Dc9. La presidente Daria Bonfietti torna a sollecitare un intervento del Governo perchè pretenda risposte in primis da Francia e Usa. “Se il mio paese, forte con i deboli e incapace di fare altre cose, non è in grado di andare da quelli che c’erano in cielo a chiedere quale atto criminoso stavano facendo… al Governo chiediamo questo. Vadano con forza a farsi dare delle risposte, pena la dignità nazionale“. Per Bonfietti ce n’è abbastanza perchè vengano pienamente coinvolti paesi militarmente alleati dell’Italia.

Ustica, un militare Usa: “Quella sera guerra aerea nei cieli, furono abbattuti due Mig libici”

 

“Il fatto di sapere che ci hanno abbattuto un aereo civile in tempo di pace mi sembra necessario e sufficiente per un paese con una dignità per andare a pretendere delle risposte. Se non ci riusciamo non è più colpa della magistratura, ci deve andare la politica“, sottolinea la presidente dei famiglieri delle vittime. Il “dialogo complesso, difficile” con il Governo riguarda anche la direttiva Renzi, lo sblocco dell’accesso ai documenti che però dal 2014 non ha ancora dato frutti significativi sul caso Ustica: non dal punto di vista della quantità, ma della qualità. Non saltano fuori, insomma, documenti che provino qualcosa. Di qui la “delusione” e il “giudizio gravemente negativo” sulla direttiva che Bonfietti ha voluto esprimere anche di fronte agli altri famigliari e alle autorità durante la cerimonia di questa mattina nella sala del Consiglio comunale di Palazzo D’Accursio: la “documentazione non esce”.

Ustica, ecco il Dc9 restaurato dagli studenti dell’Accademia di Belle arti|FOTOGALLERY

MEROLA: GOVERNO DI NEBBIA, NESSUNO ASCOLTA LE VITTIME

Finora i documenti “per capire di chi era l’aereo che fa fatto partire il missile” non sono saltati fuori. Nel giorno dell’anniversario numero 39 della strage di Ustica, il sindaco di Bologna Virginio Merola punta il dito contro gli apparati dello Stato. Di fatto, la direttiva Renzi del 2014 “è rimasta inapplicata” e quindi non si sa ancora “chi ha premuto il pulsante” che ha portato all’abbattimento del Dc9 in volo tra Bologna e Palermo.

Parlando questa mattina ai famigliari delle vittime riuniti nella sala del Consiglio comunale di Palazzo D’Accursio, accanto a lui la presidente dell’associazione Daria Bonfietti, il sindaco ha lanciato una provocazione: “Ci auguriamo che questo sia compreso almeno per il prossimo anno, quando saranno 40 anni, e che qualcuno voglia fare bella figura”, visto che forse “gli anniversari con la cifra tonda fanno più notizia” Il Governo attuale, sottolinea comunque il primo cittadino di Bologna, “si è fatto di nebbia, come quelli precedenti. Ma noi continuiamo a chiedere piena verità e piena giustizia”. Il sindaco ha fatto propria l'”amarezza” dei familiari delle vittime. “Non è stato un anno semplice- ha detto- dal Governo non mi pare di avere sentito nessuno, ripeto nessuno, raccogliere le richieste dei familiari delle vittime“. Ciò che l’esecutivo nazionale dovrebbe mettere in atto per il sindaco è la “richiesta di una collaborazione vera” con i paesi che potrebbero essere coinvolti nell’abbattimento, in maniera da dare una nazionalità, e quindi nomi e cognomi, ai responsabili della strage.

Ustica, 10 anni fa il relitto del Dc9 arrivò nel Museo di Bologna/FOTOGALLERY

ORLANDO: È UNA MACCHIA NELLA STORIA D’ITALIA

“A quasi 40 anni da quella tragica notte, la mancanza di una verità storica e giudiziaria su cosa davvero avvenne e perché, resta una macchia nella storia d’Italia. Oggi sappiamo solo che pezzi importanti dello Stato hanno lavorato attivamente proprio perché verità e giustizia non fossero raggiunte“. Lo ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando, in occasione del 39esimo anniversario della strage di Ustica, nella quale morirono 81 persone la notte fra il 27 e il 28 giugno del 1980.

“Ancora una volta, siamo vicini ai familiari delle vittime – aggiunge il primo cittadino – che con grande compostezza e passione civile non hanno mai smesso di essere da sprone per la Magistratura e per lo Stato, perché il loro dolore è il dolore di tutto il Paese”.

Nel capoluogo siciliano, la strage sarà commemorata domenica 30 giugno nella corte interna di Palazzo Belmonte Riso (Corso Vittorio Emanuele, 365) alle 21,30 anche con uno spettacolo teatrale che coinvolge studenti di due licei di Bologna e Palermo, che metteranno in scena “Dc vero”. Un percorso collettivo nato dalle esperienze degli studenti del Corso di Restauro dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che durante il 2018 hanno realizzato un intervento di conservazione del relitto del Dc9 Itavia, custodito nel Museo per la Memoria di Ustica a Bologna. La performance coinvolgerà le studentesse e gli studenti del liceo scientifico Galilei di Palermo e del liceo scientifico Copernico di Bologna, capofila del progetto.

ARCIVESCOVO BOLOGNA CON FAMIGLIE VITTIME: “CHI SA PARLI”

“Non ci si può dare pace, senza avere ottenuto giustizia, sarebbe un tradimento per le vittime”. Questo il messaggio dell’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, all’associazione dei famigliari delle vittime di Ustica a 39 anni dall’abbattimento del Dc9 Itavia. Nel messaggio letto durante la cerimonia di questa mattina in Consiglio comunale dalla presidente dei famigliari Daria Bonfietti, Zuppi ringrazia i familiari delle vittime “per non aver lasciato perdere. Vuol dire che crediamo ancora nella giustizia malgrado quasi 40 anni dell’ingiustizia di non avere risposta. No, non ci si può dare pace”. Ringraziamento, da parte di Zuppi, anche per la “tenacia e la perseveranza con cui cercate la giustizia per i vostri cari- si rivolge ancora all’associazione- lo fate un po’ per tutti. Se non c’è giustizia per qualcuno è preoccupante per tutti”. Infine, è l’appello dell’arcivescovo, “chi sa qualcosa parli, trovi il modo di aiutare la giustizia, anche indiretto”.

MATTARELLA: IMPEGNO PER RICOSTRUZIONE UNIVOCA VERITÀ

“Trentanove anni dopo, la ferita di Ustica richiama, ancora una volta, il Paese ad un sentimento di forte solidarietà verso i familiari delle 81 vittime del volo Bologna-Palermo che videro spezzate le loro vite. E’ una tragedia indelebile nella memoria e nella coscienza della nostra comunità nazionale”. Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“In questa giornata- aggiunge- rinnovo la partecipazione della Repubblica al dolore comune e confermo il costante impegno per la ricostruzione univoca delle circostanze in cui persero la vita tanti nostri concittadini. Devono guidarci in questo l’affermazione delle ragioni della verità e dello stato di diritto e il riconoscimento della professionalità di donne e uomini che hanno operato in questa direzione”.

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27 Giugno 2019
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