‘Creare opportunità’, Winters (Ifad): “Nuove tecnologie servano a sviluppo rurale”

ROMA – “Le nuove tecnologie: stanno cambiando le regole del gioco. Danno nuove opportunita’, in particolare nei Paesi poveri dove le infrastrutture sono meno sviluppate. Qui, i giovani possono usare le nuove tecnologie per superare i problemi. Ma noi dobbiamo assicurarci che questi strumenti siano accessibili e facilmente utilizzabili”. Cosi’ all’agenzia ‘Dire’ Paul Winters, vicepresidente del Dipartimento strategico dell’Ifad, il Fondo delle Nazioni Unite per l’agricoltura.

Occasione dell’intervista, la presentazione ieri pomeriggio a Roma del rapporto annuale dell’Ifad sullo sviluppo rurale, dal titolo ‘Creare opportunita’ per i giovani delle aree rurali’. “Secondo dati delle nazioni Unite – sottolinea il vicepresidente – 500 milioni di giovani vivono nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo. Ma se aggiungiamo anche quelli che vivono nelle aree urbane non densamente popolate, superiamo i 700 milioni. Intervenire in agricoltura significa migliorare il benessere di 700 milioni di persone”.

E senza opportunita’, dice Winters, “e’ impossibile per i giovani nelle aree rurali andare avanti”. Nello specifico, le sfide a cui le nuove generazioni devono rispondere nei Paesi in via di sviluppo consistono in “accesso alla terra, ai mercati, al credito, alla formazione per sviluppare le capacita’ necessarie in questo ambito”. Secondo il vicepresidente, “l’agricoltura e’ uno degli ambiti che piu’ risente degli effetti dei cambiamenti climatici. E’ anche una delle attivita’ piu’ diffuse tra i giovani, quindi affrontare i cambiamenti climatici diventa una sfida cruciale.

Ci preoccupa il fatto che gli effetti del riscaldamento globale possano ridurre la capacita’ produttiva dei giovani agricoltori. In Africa, oltre a questo problema, pesano anche i conflitti, la bomba demografica e varie questioni ambientali”.

In questo, sottolinea Winters, il compito dell’Ifad “consiste nell’assicurarsi che esitano opportunita’ per i ragazzi che vivono nelle zone rurali, in collaborazione con i governi locali”.

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27 Giugno 2019
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