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Bologna, foto di proiettile all’assessore Lepore su Fb. Lui denuncia

Solo pochi giorni fa anche Cathy La Torre era stata minacciata di morte su Facebook
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ROMA – Una foto con un proiettile, accompagnata dalla scritta “Caro assessore, il proiettile è già in canna, basta puntare e premere il grilletto”. Questo il contenuto di un commento lasciato da un profilo privo di foto sotto un post Facebook dell’assessore comunale alla Cultura di Bologna, Matteo Lepore, dedicato ai funerali di Soumaila Sacko, sindacalista ucciso in Calabria. Lo segnala, in un altro post introdotto dalla frase “Non ci fate paura“, lo stesso Lepore, che a quanto si apprende poco fa è andato a sporgere denuncia alla Digos, come annunciato nello stesso post.

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“Non bisogna- tira dritto l’assessore- avere timore di questa gente che vuole intimidire e gettare l’Italia nel buio dell’odio. Noi amministratori abbiamo il compito ogni giorno di lavorare per la speranza. A occhi aperti e a #portiaperti“. Con un altro post, il Partito democratico di Bologna si dice “vicino all’assessore Matteo Lepore, minacciato da un vigliacco su Facebook. Non abbiamo paura di voi, delle vostre minacce e tantomeno del vostro odio”.

 

MEROLA: MINACCE A LEPORE? NEL PAESE CI SONO STUPIDI

“Questo è un Paese civile” ed è “diviso da molte polemiche politiche, dopodiché ci sono anche gli stupidi. Se diventano la maggioranza è un problema, detto questo non sottovalutiamo nulla”. A dirlo, commentando le minacce ricevute su Facebook da Lepore, è il sindaco di Bologna, Virginio Merola. Nel dare la sua solidarietà a Lepore, Merola afferma, parlando con i cronisti, che “c’è un clima da cui non farsi intimidire“, viste anche le minacce molto simili ricevute nei giorni scorsi dall’ex consigliera comunale Cathy La Torre. Da parte sua, il sindaco ribadisce che nulla sarà sottovalutato, e conclude dicendo che, a questo punto, “tutto sarà consegnato alla magistratura“.

Solidarietà a Lepore, intanto, da tutto il centrosinistra. “Di fronte a intimidazioni come questa non dobbiamo arretrare di un millimetro perché in gioco ci sono la cultura democratica di questo paese e il rispetto per le persone e le istituzioni. E sono valori che difenderemo sempre”, afferma il segretario regionale Pd Paolo Calvano.

Di un “atto grave che non va sottovalutato e il cui autore va individuato e perseguito a norma di legge” parla il deputato Pd Andrea De Maria.

“La migliore risposta a queste minacce- aggiunge- è combattare con ancora più determinazione qualunque forma di razzismo ed intolleranza, difendendo i valori costituzionali”. Ha chiamato Lepore il capogruppo dem in Regione Stefano Caliandro.

“E’ un episodio che abbiamo il dovere di non ignorare- fa sapere- Così come abbiamo il dovere di contrastare con tutte le nostre forze il clima di odio e razzismo sempre più preoccupante che si respira nel nostro Paese. Un clima ormai sdoganato sui social che sono purtroppo lo specchio fedele della nostra società. Matteo sappia che non è solo”.

Solidale anche il senatore di Leu Vasco Errani, ex presidente della Regione. “La mia solidarietà e un abbraccio a Matteo Lepore: non sei solo, siamo tutti con te. Bologna è una città che non ha paura”, scrive Errani. Per la presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera, la “grave minaccia subita” da Lepore “va condannata senza esitazione. Troppo spesso, purtroppo, in questi tempi dobbiamo registrare atti gravi, che indignano e preoccupano per la civile convivenza della nostra comunità”.

Ma sono tante le prese di posizione di dirigenti e amministratori, dall’assessore regionale Raffaele Donini (“spero che si trovino i responsabili di questo tentativo di intimidazione mafiosa”) al collega in giunta comunale Alberto Aitini al presidente del Navile Daniele Ara.

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