giovedì 10 Settembre 2026

VIDEO | Lavoro, “certificare” le procedure di sicurezza evita la penale in caso di incidenti

Pillitteri: "Non è solo un vantaggio processuale ma migliora la qualità dell'impresa"

BOLOGNA – Asseverare delle procedure adottate per aumentare la sicurezza può costituire una sorta di ‘scudo’ penale per le imprese virtuose in caso di incidente, anche mortale, sul lavoro. Lo ha spiegato Vincenzo Pillitteri, avvocato penalista ed esperto di modelli organizzativi di gestione all’incontro “Efficacia esimente e cultura della prevenzione: il ruolo centrale dei MOG nel sistema ziendale”, promosso da CIFA Italia in occasione di ‘Ambiente Lavoro’, il salone dedicato ai temi della sicurezza in corso a Bologna. “Il sistema introdotto dal decreto 231 del 2001 permette alle aziende di dotarsi di procedure che rendono esimente l’eventuale responsabilità in un procedimento penale. In particolare, per i reati che riguardano la sicurezza sul lavoro, l’omicidio colposo o le lesioni gravi, le buone procedure e le buone prassi possono fare in modo di non rendere responsabile l’ente da questo punto di vista”, puntualizza l’esperto. Se poi, le procedure sono certificate, questo offre una garanzia in più. “Le aziende hanno una bella opportunità: l’eventuale asseverazione comporta una scelta di responsabilità, che dà maggiori certezza alla società stessa e, soprattutto a livello processuale, è la prova che l’azienda si è dotata di una buona organizzazione aziendale”, assicura Pillitteri. “L’asseverazione deve essere ottenuta attraverso gli organismi paritetici che, secondo quanto previsto dalla legge, intrattengono rapporti con le singole aziende che lo richiedono. Non è obbligatoria, ma è facoltativa”, prosegue.

“Nel momento in cui vi è questa richiesta, si attua un sistema di verifica dei requisiti aziendali e delle procedure, a fronte di un iter che può comportare o un’asseverazione piena dei requisiti già in atto all’interno del contesto aziendale, oppure un aumento dei criteri di regolarità. Si arriva così a un’attestazione che costituisce un quid pluris rispetto a un modello organizzativo già esistente in azienda”, entra nel dettaglio l’avvocato. Questa procedura “non deve avere soltanto una funzione di convenienza processuale”, in caso infortuni più o meno gravi. “La funzione della procedura migliora la qualità del lavoro e migliora anche la qualità di vita del lavoratore stesso”, conclude Pillitteri.

Leggi anche