di Marco Sacchetti e Redazione
MILANO- Una violenta rissa scoppiata tra i binari del treno, una decina di giovani coinvolti, poi spunta un coltello e un 22 enne finisce a terra, in una pozza di sangue. Le sue condizioni sono ormai disperate e, nonostante la corsa in ambulanza, muore in ospedale.
COSA È SUCCESSO
È successo ieri sera, martedì 26 maggio, poco prima delle 22.30, al binario 6 della stazione di Milano Certosa, in via Mambretti, periferia nord della città. La vittima, Gianluca Ibarra Silvera, all’arrivo del personale della Polfer era a terra, con una ferita mortale da arma da taglio e privo di coscienza. Era nato in Italia da genitori ecuadoriani. In stazione, tra i binari, era con i fratelli. Lo scontro rientrerebbe in un contesto di violenze tra bande sudamericane.
I soccorritori del 118 sono intervenuti con due ambulanze e un’automedica: oltre la vittima, trasportata al Fratebenefratelli, dove è spirata, è stato portato all’ospedale Sacco in codice verde un altro partecipante alla rissa, probabilmente un fratello di Silvera. Per lui ferite non gravi alla mano e alla gamba destra.
Gli aggressori sono fuggiti in treno e di loro si sono perse le tracce: sono in corso del indagini per risalire alla loro identità.
R.LA RUSSA CHIEDE INCONTRO AL PREFETTO, L’ASSESSORE: “METAL DETECTOR CONTRO LE LAME”
Subito un incontro col prefetto di Milano Claudio Sgaraglia dopo l’accoltellamento mortale di ieri sera in stazione Certosa a Milano, forse opera di un regolamento di conti tra le bande sudamericane dei latinos che rialzano la testa in città. Lo chiederà l’assessore regionale alla sicurezza Romano La Russa, che accredita l’ipotesi emersa fin dalle prime ore sull’uccisione di Gianluca Ibarra Silvera, un giovane nato in Italia da genitori ecuadoriani. Episodio “gravissimo”, dice La Russa che “fa riemergere un capitolo violento e triste per Milano che sembrava chiuso, il fenomeno delle gang di sudamericani dedite a rapine violente, spaccio e aggressioni a coltellate o machete verso passanti e membri di bande rivali che nel 2013 imperversavano nella nostra città”.
La Russa vuole dunque confrontarsi con Sgaraglia “sul problema sicurezza a Milano. Questo omicidio dimostra come l’uso e il possesso di coltelli, nonostante il Decreto sicurezza recentemente approvato preveda un inasprimento delle sanzioni e delle pene, sia ancora molto diffuso tra i giovani e gli immigrati, in particolar modo. Non bastano nuove leggi se non vengono fatte rispettare con controlli mirati”, aggiunge La Russa.
Per il titolare della sicurezza nella giunta Fontana “è indispensabile programmare attività di polizia che prevedano l’uso dei metal detector, in modo particolare nelle zone della movida, nelle stazioni, nelle metropolitane e e nei luoghi di aggregazione. Come assessorato siamo disponibili a fornire gratuitamente i metal detector per i controlli delle polizie locali”.
(photo credit: Siulp/web)




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