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VIDEO | Pnrr. Anche Lepore fa la conta dei tagli del governo: “Bologna perde 22 milioni di euro”

Il sindaco ingrossa le fila della protesta contro i tagli annunciati ai Comuni. E avvisa: "Siamo alle porte di una crisi finanziaria nazionale"

Pubblicato:27-05-2024 18:38
Ultimo aggiornamento:27-05-2024 18:38

bologna nettuno
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BOLOGNA – Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, si unisce al coro di protesta degli amministratori locali contro la decisione annunciata dal Mef di una spending review in particolare rivolta ai Comuni che hanno tratto più risorse dal Pnrr.
Il primo cittadino bolognese aggiorna così il conto dei tagli che interesserebbero la città in base alla spending review del Governo sui Comuni che hanno ricevuto più risorse dal Pnrr: 22 milioni di euro in quattro anni, comprendendo quello in corso. Il primo cittadino ha fornito la cifra intervenendo oggi in Consiglio comunale su quello che definisce “l’importante taglio che il Governo sta attuando nei confronti degli enti locali del territorio nazionale”. Per Lepore è “importante parlare di questo in Consiglio perché, se dovesse essere confermato, il taglio di cui stiamo parlando avrebbe un effetto molto negativo sui conti dell’amministrazione comunale e un riverbero evidente sull’impianto generale dei servizi e della stabilità anche delle procedure che l’amministrazione deve portare avanti”.

“CIFRA ENORME PER UN COMUNE CHE HA DECISO DI COGLIERE LA SFIDA DEL PNRR”

Dunque, sulla base della bozza di decreto che sta circolando in sede Anci, riferisce Lepore, “il taglio per il Comune di Bologna si attesterebbe sui 4,5 milioni: questo il dato che circolava fino a ieri”. E’ presumibile, continua il sindaco, che siano pari a 1,1 milioni la quota legata alla spesa corrente e a 3,3 milioni quella legata al Pnrr. A queste cifre andrebbero poi aggiunti i 947.000 euro della cosiddetta spending informatica, segnala Lepore. “Dunque il Comune di Bologna raggiungerebbe così 5,5 milioni di taglio complessivo”, continua il primo cittadino: “Questo significa da qui ai prossimi quattro anni, quello in corso compreso, 22 milioni. Ieri avevamo avuto modo di comunicare una cifra più bassa, cioè 13,5 milioni, ma in queste ore stiamo apprendendo ulteriori risvolti e computi che devono essere confermati, se il Governo intende dare corso a quanto si sta scrivendo e proponendo”.
Intanto, “22 milioni per un Comune sono una cifra enorme, in particolare per uno come Bologna che è virtuoso e ha deciso di cogliere la sfida Pnrr”, sottolinea Lepore.


“SIAMO ALLA PORTE DI UNA CRISI FINANZIARIA NAZIONALE”

Così si danneggia “la credibilità delle istituzioni nazionali, perché togliere finanziamenti erogati e già inseriti nei bilanci degli enti locali- rimarca il sindaco- mina alla base la leale collaborazione che è prevista dalla Costituzione nel rapporto tra enti. Non si può finanziare un Comune e poi togliergli le risorse, vuol dire che siamo in una situazione grave ed emergenziale: è evidente quindi che siamo alle porte di una crisi finanziaria nazionale di cui dobbiamo preoccuparci“.
Inoltre, si profila “un mostro amministrativo e politico“, continua Lepore riferendosi al legame tra fondi Pnrr e tagli alla spesa corrente. “Nel bilancio del Comune gli investimenti sono a destra e le spese correnti a sinistra”, prosegue il sindaco: in altri termini, “non si può prendere il Pnrr e pagarci il personale, dare contributi al terzo settore o pagare le bollette della luce”. Senza dimenticare che intanto i costi a carico del Comune salgono, avverte Lepore, citando i nove milioni in più per il contratto degli enti locali e gli otto per il contratto delle coop.

“IL GOVERNO FA IL GIOCO DELLE TRE CARTE”

Se dunque il Governo ha bisogno di risorse, “si dovrebbe rivolgere più verso chi fa evasione fiscale o in teoria sta aspettando il prossimo condono”, manda a dire Lepore. In tutto ciò, il Governo aveva detto che una parte dei fondi Pnrr sarebbe stata sostituita con altre poste, ma “se queste erano i fondi dei Comuni…”, allarga le braccia Lepore: “Non credevo di essere in una via turistica con un giocatore di tre carte, bensì in una Repubblica dove se fra istituzioni ci si impegna a fare delle cose si riesce alla fine a concordare in modo leale e trasparente come fare il bene della comunità”. Fino a che il governo non farà passi indietro, noi dovremo togliere dal nostro bilancio da qui a fine mandato una cifra importante: stiamo facendo i conti e si potrà andare a cifre anche superiori a quelle che abbiamo pubblicato già ieri”. Cresce la preoccupazione del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, per i tagli del governo, che con la spending review dovrebbero colpire maggiormente i Comuni che hanno ricevuto più risorse dal Pnrr. “Siamo molto preoccupati perché significa un taglio sulla spesa corrente, quindi le risorse che utilizziamo per il personale, i servizi sociali, i servizi educativi, l’abbattimento delle tariffe, i centri estivi. Spero davvero che il governo ascolti tutti i sindaci di tutti i colori politici e torni su questa decisione”, ribadisce il sindaco che oggi interverrà anche in Consiglio comunale.

“MOSTRO GIURIDICO AMMINISTRATIVO PER FARE CASSA”

“Anche il criterio che viene usato è un assurdo, da un lato veniamo finanziati con il Pnrr, ma ai Comuni a cui viene dato più Pnrr, che sono gli investimenti per fare opere, si taglia la spesa corrente per i servizi ai cittadini”, protesta Lepore. “Un mostro giuridico-amministrativo per fare cassa, ma è solo l’antipasto, temo, di quello che succederà dopo le elezioni verso la Legge di stabilità“, prevede il primo cittadino. “Il Governo non sa dove trovare le risorse e va verso gli unici soggetti nei confronti dei quali è facile fare cassa. I Comuni e i cittadini dei territori. Sull’evasione fiscale, invece, e su altro non si fa nulla, anzi, si fanno i condoni. Un approccio che non depone bene per il futuro”, conclude, riportando le preoccupazioni espresse questa mattina anche dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nell’incontro dei con la premier Giorgia Meloni che si è svolto questa mattina in Prefettura.

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