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Lepore attacca Salvini: “Grave e stupida quella citofonata, mise a rischio indagine antidroga”

Dopo l'operazione al Pilastro che ha coinvolto anche la famiglia a cui citofonò il leader della Lega, il sindaco di Bologna bacchetta: "L'esposizione mediatica può causare ritardi o compromettere l'operato degli inquirenti"

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BOLOGNA – Dopo l’operazione antidroga al Pilastro e le dichiarazioni rilasciate dalla Lega per rivendicare la famosa citofonata di Salvini, il sindaco di Bologna Matteo Lepore passa al contrattacco e torna proprio sul gesto compiuto nel 2020 dall’ex ministro dell’Interno: “Una cosa assai grave e stupida“, scrive su Facebook il primo cittadino, ipotizzando che Salvini potesse avere informazioni sulle indagini in corso e affermando che quell’incursione a favore di stampa mise “a rischio e forse ritardò” il lavoro degli inquirenti.

Dopo quell’episodio, Salvini dichiarò di non essersi pentito della citofonata affermando: “Lì c’erano degli spacciatori che sono stati arrestati. Non andiamo a caso. Diciamo che sono stato ministro dell’Interno e qualche contatto con le Forze dell’ordine ce l’ho“. In seguito, qualche mese fa, il gip di Bologna ha archiviato le accuse di diffamazione a carico del leader della Lega. “Talvolta chi ricopre incarichi importanti nelle Istituzioni viene a conoscenza di indagini da parte delle forze di Polizia nel corso del proprio lavoro”, scrive Lepore. “Sarà capitato sicuramente più volte anche a Salvini quando era ministro dell’Interno. In questi casi è fondamentale mantenere la riservatezza – sottolinea il sindaco – perché l’esposizione mediatica può causare ritardi nelle indagini o compromettere l’operato degli inquirenti”.

Ecco perché, rimarca Lepore, “la citofonata di Salvini al Pilastro è stata una cosa assai grave e stupida. Una condotta motivata per cercare il solo profitto personale, per altro malamente, come sappiamo dai risultati elettorali”, punge il sindaco, aggiungendo: “La considero così ancora di più oggi, alla luce dell’importante operazione di polizia che ha portato all’arresto di 25 persone nel quartiere, smontando un’organizzazione dedita allo spaccio da anni”.

Lepore afferma di non avere “sufficienti elementi per dire se Salvini allora commise un reato, ma certamente ha messo a rischio e forse ritardato il lavoro di chi da tempo probabilmente stava conducendo indagini di estremo rilievo“. Perché per arrivare “al risultato prezioso di ieri, per il quale siamo infinitamente grati alle donne e agli uomini Forze dell’ordine – scrive il primo cittadino – ci vuole sudore, tempo e costanza”. Il sindaco conclude: “Pezzo per pezzo, le istituzioni stanno smontando le reti criminose che in alcune zone di Bologna stanno operando. I dati di questi sei mesi lo dimostrano. E come sindaco sono orgoglioso e grato di questi risultati”.

LA REPLICA DELLA LEGA: “I CITTADINI PATISCONO”

La Lega di Bologna reagisce all’affondo firmato dal sindaco Matteo Lepore sul Pilastro e la citofonata di Matteo Salvini nel 2020. “Mi sarebbe piaciuto ricevere una risposta in aula dal primo cittadino che, invece di essere presente, vedo essere molto operativo sul web per attaccare la Lega che da tempo, semplicemente, denuncia quello che tanti cittadini e commercianti della zona patiscono da anni“. Lo afferma la capogruppo della Lega a Palazzo D’Accursio, Francesca Scarano, che oggi in Question time ha presentato un’interrogazione sul Pilastro dopo la grossa operazione antidroga scattata ieri: la risposta di Lepore è stata letta in aula dall’assessore Massimo Bugani. Come forza politica, la Lega in questi anni si è fatta “portavoce ed ha denunciato quello che i cittadini evidenziano con lettere, telefonate e video”, afferma Scarano: una situazione che da parte dell’amministrazione è stata “banalizzata e minimizzata” per troppo tempo e a causa di questo “si è incancrenita”.

Anche Stefano Cavedagna (Fdi) interpella Lepore e attacca: “Bisogna fare in modo che quella zona diventi sicura e che i cittadini si sentano sicuri, evitando di chiudere gli occhi e girare la testa dall’altra parte quando da anni, ininterrottamente, Fdi non fa altro che denunciare tematiche di questo tipo”. In particolare, “bisogna fare in modo che i lavori della caserma dei Carabinieri finiscano – sottolinea Cavedagna – perché sono in impagabile ritardo e, forse, se ci fosse stata la caserma si sarebbe applicata un’azione di deterrenza”.

LEPORE: “SIAMO FORTEMENTE IMPEGNATI NELLA PREVENZIONE”

Sul Pilastro “siamo fortemente impegnati nel campo della prevenzione tanto quanto nell’apertura di spazi dedicati alla socialità e all’educazione”, afferma Lepore nella risposta. Il lavoro integrato delle istituzioni “è fondamentale per cambiare le cose, concretamente. Contrastare e prevenire. Questo stiamo facendo, insieme, ciascuno per le proprie competenze”, rivendica il sindaco. “Le scelte straordinarie stanno anche nella grande quantità di progetti che stiamo finalizzando al Pilastro, che svolgeranno un grande ruolo in termini di prevenzione, di riappropriazione da parte della cittadinanza di intere aree del rione – afferma il sindaco – grazie al rilancio delle tre case di quartiere e alla futura Casa della comunità (nuovo volto delle case della Salute) che nascerà proprio al Pilastro grazie ad investimenti pubblici”.

Il sindaco elenca poi il Museo delle bambine e dei bambini, gli interventi del Piano periferie e l’accordo con Acer per assegnare 15 locali e “mettere in campo un progetto di prevenzione, riempire vuoti, insediare un maggiore presidio sociale in zone attualmente sguarnite e riconvertire l’offerta su strada con contenuti di qualità”. Per non contare, aggiunge il primo cittadino, “il grandissimo lavoro di socialità e inclusione che stanno facendo le realtà associative e culturali della zona“. Così come “la lotta contro la dispersione scolastica è un elemento importantissimo di questo lavoro, come stanno facendo i nostri servizi socio-educativi insieme alle realtà del terzo settore”, continua Lepore. Infine, “rispetto a come procederemo nel caso in cui emergesse che i nuclei coinvolti dall’operazione di polizia fossero assegnatari Erp, come per altro già detto dal presidente di Acer, Marco Bertuzzi – conclude il sindaco – ovviamente applicheremo la Legge regionale 24 del 2001 che all’articolo 30, ‘Decadenza dell’assegnazione’, definisce i casi per la decadenza fra cui l’avere adibito l’alloggio a scopi illeciti”.

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2022-05-27T15:23:46+02:00

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