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Nucleare, Cingolani: “Francia e Paesi dell’Est vogliono cambiare le regole del gioco, serve attenzione”

roberto cingolani
Secondo il ministro della Transizione ecologica si tratta di "rapporti internazionali"
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ROMA – Sul nucleare “ho detto una cosa che non è stata capita”, infatti “ho solo avvertito che qualcuno sta pensando di cambiare le regole del gioco”. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, lo dice rispondendo alle domande nel corso della sua audizione alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera sulle modalità di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

“Ho incontrato l’inviato speciale per il clima del presidente Usa John Kerry e il primo vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans- ricorda Cingolani- a Timmermans ho chiesto della notizia che la Francia con nove stati membri Ue abbia chiesto la qualificazione ‘verde’ per l’energia da sorgenti micronucleari di IV generazione grandi come container, quelle usate su navi e sommergibili, da circa 300 MegaWatt di potenza”.

Insomma, “la Francia che ha una tradizione nucleare, e i Paesi dell’Est, quelli contrari alla decarbonizzazione, hanno detto ‘diteci che non è verde’” l’elettricità prodotta da questi piccoli impianti nucleari, ribadisce il titolare del MITE.

Io ho detto che se venisse definita verde, se ciò succedesse, sarebbe come se l’arbitro cambiasse le regole durante una partita“, dice Cingolani, “sono molto preoccupato da questa cosa, prima che da questioni ambientali di qualcuno che nel pieno del recovery fa un’operazione trasversale”, perché “che succede se questa elettricità ce la vendono a un terzo del prezzo di quella da rinnovabili che produciamo noi?”.

Dunque, “lungi da me favorire l’una o l’altra soluzione, perché non so i numeri e i numeri non ci sono, ma sto cercando di capire“, conclude, ciò detto “resta l’idea dei rapporti internazionali e Kerry dice che in Usa stanno vagliando le stesse ipotesi”.

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