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Scuola bene comune, premiati i vincitori del contest

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In diretta l'evento con diregiovani.it
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ROMA – “Scuola bene comune, scuola bene di tutti significa mettere al centro studenti, famiglie e comunità perché la scuola deve essere di tutti. Se si riesce a fare qualcosa di positivo nella scuola è perché ciascuno di noi ha portato il suo contributo”. Così Antonio Mandarano, docente all’istituto ‘Avogadro’ di Torino capofila del progetto ‘Scuola bene di tutti’, intervenendo stamane alla diretta organizzata dall’agenzia Dire e diregiovani.it. Mandarano ha spiegato lo scopo e la natura del progetto prima di lasciare la parola alle scuole vincitrici del contest omonimo promosso dalla Dire con ‘La scuola fa notizia‘ (il portale di giornalismo studentesco dell’agenzia).

Ecco quindi che Chiara Mazzei, allieva all’istituto comprensivo ‘Bolzaneto’ di Genova ha raccontato l’esperienza della scuola in carcere nell’ambito di un lavoro di classe – coordinato dalla docente Carla Bianchi – sui desideri di cambiamento della scuola, intesa come istituzione, da parte di alunni e alunne. C’è poi chi, sempre a Genova, ha pensato un alfabeto del bene comune. “Ciò che impariamo a scuola si aggancia a chi saremo in futuro fuori da scuola” ha argomentato Irene dell’istituto comprensivo ‘Sturla’. Da qui, lo sforzo di immaginare, per ogni lettera, alcune parole che spronano a fare di meglio e a “diventare adulti pronti ad affrontare la società” ha spiegato la compagna Emma. Un percorso, questo, che ha coinvolto la redazione del giornale scolastico insieme al professore Maurizio Braggion e alla giornalista Benedetta Cosmi: un’esperienza di “giornalismo costruttivo”, incentrato cioè sulle buone notizie, “e sulle soluzioni” ai problemi, imparando a “interloquire con chi quelle soluzioni le deve portare, come la politica” ha commentato Cosmi.

“Cara DAD, ti avrei salutato e ringraziato per avermi fatto capire quanto sia importante anche il nostro tempo, che non deve essere sprecato, sembra però che ci accompagnerai ancora per un po’ nella nostra vita di studenti, intanto speriamo in un inizio del prossimo anno quasi normale”. Così scriveva qualche settimana fa, nella sua lettera, la studentessa premiata Matilde Bertolin dell’istituto ‘Mazzotti’ di Treviso. “Sognare chi vogliamo essere– ha sintetizzato l’insegnante di lettere di Matilde, Elisabetta Calliari- Proprio in questa prospettiva e grazie alla scrittura, i ragazzi e le ragazze possono esprimere la propria idea di scuola e le loro emozioni”. Ancora didattica a distanza, infine, al centro delle riflessioni del liceo ‘Nomentano’ di Roma, destinatario di due menzioni speciali per gli articoli di Francesco Iob e Camilla Buffa.

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