Governo. Salvini dà una mano a Di Maio, ma il M5S reggerà?

Superata la prima fase del primum vivere, e quindi con il governo gialloverde che andrà avanti, è chiaro che dentro il Movimento si aprirà presto una battaglia interna
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ROMA – Capitan Salvini, vincitore di queste elezioni europee con la Lega primo partito in Italia con oltre il 30%, nel suo breve discorso lo ha ripetuto per 3 volte: la vittoria della Lega non servirà per regolare i conti con il M5S, che restano alleati, ma per continuare a governare insieme, a cominciare però dai tanti sì alle cose che la Lega vuol fare.

Le proiezioni spalmate sulle 5 circoscrizioni, vedono la Lega primo partito al 40% al Nord, oltre il 30 al Centro, al 20% nel Sud e nelle Isole. Il M5S tiene al Sud e nelle Isole ma sprofonda al Centro e al Nord, regalando, a prima vista, molti consensi alla Lega. Il Pd di Nicola Zingaretti diventa il secondo partito italiano, guadagnando un 4% rispetto alle passate elezioni politiche togliendo spazio a qualsiasi voglia di rivincita di Matteo Renzi con i Dem vera alternativa alle destre.

Con questi numeri, se confermati dai dati reali e definitivi, ha vinto la linea strategia di Salvini con l’affermazione di una Lega partito nazione, e non più solo del Nord, confermato da risultati clamorosi come quello di Roma dove i leghisti sono secondi col 26% dietro al Pd che ha più del 30%.

Nel M5S si apre una stagione di guerra interna. Non è passata, anzi è risultata perdente, la linea imposta da Di Maio di lotta continua all’alleato, cercando di far passare l’idea di un Movimento moderato, partito che punta alla legalità e non fa sconti. I cittadini che prima li hanno votati stavolta non li hanno seguiti, anzi li hanno penalizzati passando molti voti proprio a Salvini. Non solo al Nord ma, ad esempio, anche a Roma dove governa Virginia Raggi, sindaco del M5S, che ha visto sprofondare il suo partito attorno al 16-18%.

Superata la prima fase del primum vivere, e quindi con il governo gialloverde che andrà avanti, è chiaro che dentro il Movimento si aprirà presto una battaglia interna perché questa sconfitta elettorale è segno evidente che i loro elettori se ne stanno andando. A quel punto, con una Lega che analizzando il voto potrebbe essere tentata di andare a capitalizzare il gran successo con un voto anticipato.

In questo caso, infatti, la Lega potrebbe prendere anche da sola moltissimi collegi della quota maggioritaria, al limite alleandosi solo con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, senza Forza Italia, partito in caduta libera con il suo elettorato che sta già transitando nella Lega. Nel caso si dovesse profilare un voto anticipato per il Pd non sarà una partita facile. Dovrà trovare alleati, mettere insieme spezzoni diversi, soprattutto sperare in una spaccatura dentro il M5S con il conseguente liberi tutti.

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