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Europee, M5S in silenzio: alle 2 scatta la fuga da Montecitorio

“Commenteremo solo i dati reali”, aveva promesso Casalino poco prima della chiusura dei seggi. Promessa non mantenuta.
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ROMA -Il fuggi fuggi scatta alle 2 di notte in punto. A quell’ora Matteo Salvini ha già pubblicato un video sui social; ha fatto una conferenza stampa; si è collegato in diretta con La7 e Rai1. Dei Cinque stelle, invece, neanche l’ombra.

Nessuna dichiarazione ufficiale. Nessuna intervista, nessun incontro con la stampa per commentare la discesa sotto il 20%. I grillini presenti alla Camera, dove il Movimento aveva scelto (e comunicato) che avrebbe seguito lo spoglio delle europee, abbandonano Montecitorio. Il capo politico Luigi Di Maio, la ministra Trenta, il Guardasigilli Bonafede, il capo della comunicazione Rocco Casalino, uno sparuto gruppo di parlamentari: tutti si precipitano fuori dal palazzo nottetempo, lasciando telecamere e taccuini a bocca asciutta.

Nella bella e grande sala della Lupa, quella dove il 2 giugno 1946 fu proclamata la Repubblica e dove 22 anni prima si erano riuniti i deputati aventiniani, c’erano decine e decine di televisioni. Tutte in attesa di una posizione ufficiale del partito.

“Commenteremo solo i dati reali”, aveva promesso Casalino poco prima della chiusura dei seggi. Promessa non mantenuta. Verso l’una e mezza, mentre Salvini impazza in tv, si diffonde la voce che a incontrare la la stampa sarà Manlio Di Stefano. Si palesa il videomaker di casa Nick il Nero: allora deve essere vero, mormorano i presenti, i Cinque stelle parleranno.

Dura poco. Arriva il contrordine: tocca a Bonafede. Neanche lui però verrà mai nella sala della Lupa. Di Maio non si vede, la sua comunicazione si limita a diffondere veline. Il corridoio che porta agli uffici dei partiti, solitamente aperto, è vietato ai giornalisti. Laggiù, oltre i cordoni rossi che segnano un confine tra giornalisti e parlamentari, porte che si aprono e chiudono. “Per agevolare la fuga”, sibila qualcuno.

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