In Congo le ong insorgono: “No alle trivelle nei parchi dei gorilla”

Vari scienziati hanno dimostrato l'enorme contributo che i parchi di Virunga e Salonga danno al Paese sul piano ecologico, ma anche all'economia
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ROMA – Difendere l’ambiente e’ anche espressione di democrazia: lo dice Rene’ Ngongo, presidente dell’Organizzazione ecologisti e amici della natura (Ocean), che in Repubblica democratica del Congo ha chiamato a raccolta associazioni ed ecologisti per difendere i parchi nazionali di Virunga e Salonga. In cento hanno risposto per dire ‘no’ alla proposta del governo di autorizzare lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi in questi due Parchi nazionali patrimonio Unesco, polmoni verdi che insieme coprono una superficie di quasi 44mila chilometri quadrati e racchiudono un tesoro di biodiversita’ che ogni anno attira migliaia di studiosi, esperti o semplici turisti da tutto il mondo.

Le due riserve protette generano profitti maggiori rispetto a quelli che deriverebbero del petrolio

“Vari scienziati hanno dimostrato l’enorme contributo che i parchi di Virunga e Salonga danno al Paese sul piano ecologico, ma anche all’economia” ha detto Ngongo all’emittente ‘Radio France internationale’, lui che nel 2009 siera aggiudicato il Right Livelihood Award, il “premio Nobel alternativo” assegnato ogni anno da Greenpeace a chi si distingue per l’impegno nel costruire un’economia e una societa’ piu’ giusta.

“Secondo alcuni studi – ha aggiunto l’attivista – le due riserve protette generano profitti maggiori rispetto a quelli che deriverebbero del petrolio, e di cui beneficiano anche le comunita’ locali, una cosa che con lo sfruttamento del greggio invece non accadrebbe”.

Il governo di Kinshasa non ha ancora assunto una posizione ufficiale

Il governo di Kinshasa non ha ancora assunto una posizione ufficiale ma sta valutando da tempo la proposta di togliere il divieto di trivellazione su alcune porzioni dei Parchi, che ospitano per altro esemplari di gorilla di montagna, una specie a rischio estinzione. Fonti concordanti, pero’, riferiscono che una decisione dell’esecutivo potrebbe arrivare a breve.

Gli attivisti hanno anche sollecitato le autorita’ a rispettare l’Accordo di Parigi sul Clima

Per questo nei giorni scorsi a Kinshasa gli organismi che hanno aderito all’iniziativa di Ocean hanno siglato una dichiarazione per ricordare al presidente Joseph Kabila che lo sfruttamento petrolifero di queste due aree protette e’ “illegale”, nonche’ “dannoso” per l’ambiente e la salute delle persone. Gli attivisti hanno anche sollecitato le autorita’ a rispettare l’Accordo di Parigi sul Clima, siglato anche da Kinshasa.
Il prossimo passo degli attivisti sara’ sensibilizzare le comunita’ locali al problema, invitandole ad intraprendere a loro volta azioni per convincere le istituzioni a rinunciare al progetto.

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