martedì 8 Settembre 2026

Ucciso dalla madre a Trieste, la perizia la giudica “parzialmente capace di intendere”. Il padre: “Tragedia evitabile”

La perizia disposta dal giudice ha stabilito che Olena Stasiuk, al momento del delitto, era parzialmente capace di intendere e di volere

ROMA – Quando ha ucciso suo figlio, non era del tutto preda di disturbi psichiatrici, ma era “parzialmente capace di intendere e di volere“: è l’esito della perizia psichiatrica su Olena Stasiuk, la 55enne ucraina che il 12 novembre 2025 ha ucciso il figlio Giovanni, di 9 anni, tagliandogli la gola, durante un incontro non protetto a casa sua. Il riconoscimento di un parziale vizio di mente potrebbe portare alla donna uno sconto sull’eventuale pena. Il padre del bambino, con il quale era in corso da anni una lunga battaglia legale per l’affidamento del bambino, aveva chiesto e scritto a più riprese, al Tribunale e agli assistenti sociali, per chiedere che Giovanni non stesse da solo con la donna perchè era preoccupato per le condizioni di salute della donna. Seguita in passato da un centro di salute mentale per un problemi psichiatrici, Olena Stasiuk al momento del delitto non risultava in cura. L’esito della perizia psichiatrica (disposta dal gip Francesco Antoni alla fine dello scorso anno) è stato raccontato oggi durante il Tribunale di Trieste dal perito Lucio Di Gennaro, ascoltato oggi nel corso dell’incidente probatorio. Alla luce dell’esito, la Procura a breve dovrebbe chiedere il processo per la 55enne per omicidio volontario.

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Alla 55enne è stato riscontrato “un disturbo di tipo paranoide grave risalente all’adolescenza” e “altri aspetti secondari e tratti borderline”, ha detto l’avvocato Giorgio Altieri dello studio Tonucci & partners, legale del padre del bambino, Paolo Trame, al termine dell’udienza. “Oggi abbiamo avuto la conferma che a nostro avviso si trattava di una situazione nota ed evidente e che, purtroppo, quanto accaduto non era imprevedibile: il rischio che potesse succedere c’era“.

Paolo Trame si è detto “fortemente turbato dagli esiti della perizia che ci ha fatto desumere che era un evento prevedibile“, ha detto Paolo Trame, il padre del bambino. “Voglio che si approfondisca tutto ciò che si deve approfondire. Voglio giustizia nei confronti di Giovanni, che è stato trucidato nonostante attorno alla madre di mio figlio c’era una struttura che la seguiva. Io ho fatto tutto quello che potevo fare: ho chiesto che curassero prima la madre di mio figlio e che lui non stesse mai solo con lei. Ma non sono stato ascoltato”.

Dopo aver ucciso il figlio, Olena Stasiuk aveva provato a tagliarsi le vene con lo stesso coltello. Dopo l’arresto, era stata piantonata in ospedale per il rischio di atti autolesionistici. È stata poi trasferita nella sezione psichiatrica del carcere di Bologna.

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