lunedì 10 Agosto 2026

Tg Sanità, l’edizione di lunedì 27 aprile 2026

Si parla di decreto medici famiglia, carcinoma mammario her2+ e cure palliative pediatriche

MEDICI DI FAMIGLIA. SCHILLACI PRESENTA DECRETO A REGIONI, ENTRO MAGGIO IN CDM

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha presentato alle Regioni la bozza del decreto legge che porta il suo nome, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza territoriale. Al centro della riforma ci sono i medici di famiglia, motore delle Case di Comunità, che potranno diventare dipendenti pubblici su base volontaria o restare convenzionati con il Ssn. Il nuovo sistema prevede il pagamento non più per numero di assistiti, ma in base a obiettivi, inclusa la presenza obbligatoria nelle Case di Comunità. Il decreto, intitolato ‘Disposizioni urgenti per il riordino dell’assistenza primaria territoriale’, punta a garantire piena operatività delle strutture, che apriranno tra poco più di due mesi con fondi Pnrr. Il decreto, che cerca di conciliare stabilità lavorativa e flessibilità organizzativa, senza cancellare le convenzioni esistenti, potrebbe arriva in Cdm entro maggio.

CARCINOMA MAMMARIO HER2+. ESPERTI: DA TERAPIA SOTTOCUTE BENEFICIO PER PAZIENTI

“Una terapia sottocute al posto di una terapia infusionale contro il tumore della mammella, soprattutto per l’HER2+, garantisce una tempistica molto più veloce per quelle che sono le esigenze della paziente, ma anche della sua famiglia che in genere la accompagna”. Lo ha fatto sapere Alessandro Delle Donne, presidente Ucor Puglia e commissario straordinario Irccs Oncologico di Bari, intervistato dalla Dire in occasione dell’evento dal titolo ‘DUAL ANSWHER2+‘, che si è svolto a Bari nella sede della Regione Puglia. “Parliamo di una innovazione farmacologica che entra nell’organizzazione e impatta molto positivamente- ha aggiunto l’esperto- In questa maniera riusciamo a garantire a più pazienti una cura efficace sotto l’aspetto anche dell’evidenza scientifica e a dare una risposta in termini di equità di accesso a un maggior numero di pazienti, che altrimenti sarebbero costrette a subire una terapia più lunga o addirittura a dover entrare in una lista di attesa”.

CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE. IN ITALIA NE HANNO BISOGNO 30MILA MINORI, MA SOLO 1 SU 4 LE RICEVE

“In Italia, secondo le stime più recenti, circa 30mila minori hanno bisogno di cure palliative pediatriche, ma solo uno su quattro la riceve. L’assenza di servizi in diverse regioni, soprattutto nel Mezzogiorno, e la carenza di personale formato generano forti disuguaglianze”. La Fondazione ‘La Miglior Vita Possibile’ partecipa a ExpoSanità 2026 (Fiera di Bologna) per portare nel cuore del dibattito nazionale questo tema attraverso un linguaggio innovativo: quello del cinema documentario. Il fulcro della presenza in fiera è la proiezione di ‘La vita possibile’, il corto di 15 minuti diretto dal regista Sebastiano Luca Insinga. Girato a Padova, nel Centro regionale per le cure palliative pediatriche – Hospice pediatrico del Veneto, il primo ad essere stato creato in Italia, riferimento nazionale e internazionale. Il film, prodotto da Paolo Borraccetti, realizzato con il contributo di Fondazione Cattolica, alza il velo sulla quotidianità del centro di riferimento regionale, trasformando un tema spesso tabù in una narrazione carica di speranza.

AMBIENTE. RAPPORTO ONE HEALTH: 30% ITALIANI PREFERISCE VIVERE IN PERIFERIA BEN SERVITA

“Gli italiani si dichiarano abbastanza soddisfatti del luogo in cui vivono (61%), ma solo uno su quattro si dice molto soddisfatto (25%). I fattori che generano benessere sono tranquillità e senso di comunità, qualità dell’ambiente e aree verdi, sensazione di sicurezza, costo della vita adeguato. A incidere sono anche servizi efficaci e buone occasioni di socializzazione. Quando questi fattori mancano, subentra il disagio. Le principali criticità riguardano servizi, trasporti, lavoro e sicurezza‘. È quanto emerge dal terzo Rapporto One Health ‘Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano‘, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l’Istituto Piepoli, presentato la settimana scorsa alla Camera. Lo studio, che ha incrociato il giudizio di sedici opinion leader, scelti tra accademici, urbanisti, esperti della salute, amministratori, con quello di un campione rappresentativo di mille cittadini italiani, fotografa lo stato delle città italiane e il loro rapporto con le periferie, viste come una nuova frontiera del vivere urbano, secondo l’approccio One Health, che integra salute umana, ambientale e sociale.

L’ALLARME DEGLI INFERMIERI: MALESSERE SU LAVORO È MINACCIA A SICUREZZA CURE

“Carichi di lavoro eccessivi, aggressioni e turni logoranti non danneggiano solo i singoli infermieri. Ma diventano una ‘minaccia diretta’ alla sicurezza delle cure e alla tenuta stessa del servizio sanitario”. A certificarlo è un’indagine sul benessere professionale e di vita degli infermieri, realizzata dal Coordinamento degli Ordini degli infermieri dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la federazione nazionale Fnopi e il Comitato unitario delle professioni dell’Emilia-Romagna. Il progetto è stato presentato nel corso della fiera Exposanità 2026. L’analisi evidenziacome carichi di lavoro eccessivi, aggressioni e una turnistica logorante “non rappresentino solo una crisi individuale, ma una minaccia alla tenuta stessa del servizio sanitario”. Per invertire questa rotta, il gruppo Benessere dell’Opi Emilia-Romagna ha indicato alcune leve su cui investire: “A livello individuale, ad esempio, fanno la differenza il senso di appartenenza, la valorizzazione professionale unita a una giusta retribuzione, l’equilibrio tra vita privata e lavoro sono fondamentali. A livello di squadra, invece, la condivisione dei valori e le relazioni interpersonali positive giocano un ruolo cruciale”.

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