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Dallo Jonio a Kiev per salvare chi scappa da tutte le guerre

La missione umanitaria di Mediterranea Saving Humans e Casetta Rossa

Pubblicato:27-04-2022 20:19
Ultimo aggiornamento:28-04-2022 13:20
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ROMA – “Domani noi partiremo per l’Ucraina e la Mare Jonio prenderà il largo nel Mediterraneo. Per noi le due missioni, quella via terra e quella fra le onde, vanno insieme: vogliono fare la stessa cosa, cioè salvare persone, e farlo con la stessa aspettativa, ovvero che queste persone ricevano la stessa accoglienza qui in Italia che vengano dalla Libia o che vengano dall’Ucraina”. A parlare è Luciano Ummarino, attivista di Casetta Rossa Spa e capo missione della carovana che domani partirà alla volta di Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina, per portare medicine e beni di prima necessità alle popolazioni locali colpite da oltre due mesi dal conflitto scatenato da un’offensiva militare russa.

Buona parte del materiale che verrò portato in Ucraina è fornito dal comune di Bologna. La missione è coordinata dalla ong Mediterranea Saving Humans, che con la nave Mare Jonio porta avanti anche i salvataggi di migranti lungo la rotta centrale del Mare Nostrum, quella che parte principalmente dalla Libia e poi anche dalla Tunisia. Ummarino, uno dei portavoce della realtà che si trova a Roma, nel quartiere della Garbetalla, ha spiegato che la carovana, “andrà a Leopoli e nella capitale Kiev e porterà materiale richiesto soprattutto dal municipio di Kharkiv”, città dell’Ucraina orientale fra gli epicentri delle ostilità fin dall’inizio. Oltre agli aiuti tangibili, però, l’obiettivo della missione è anche “costruire o rafforzare le relazioni con la società civile ucraina”. L’ottica, ha spiegato Ummarino, è quella di “costruire un percorso reale e completo che parli di pace e diplomazia” oltre che “fare da corpo di interposizione di pace”.

L’attivista ha ricordato che nei precedenti viaggi, “sono state portate in Italia 177 persone” e che queste, riprendendo il filo con l’accoglienza senza confini che ha aperto il suo intervento, “non erano solo ucraine ma avevano i passaporti più diversi”.


SANNA (ROMA): “CHI PRATICA SOLIDARIETÀ È SEMPRE IL BENVENUTO

“Chi pratica la solidarietà, l’accoglienza e la generosità è il benvenuto a Palazzo Valentini” così come lo è chi “durante una situazione di guerra cerca di intraprendere la via più difficile e nel contesto del conflitto in Ucraina ormai anche minoritaria, quella cioè del dialogo contro le semplificazioni militari”. Lo dice il vicepresidente della città metropolitana di Roma capitale, Pierluigi Sanna, nel corso della conferenza di lancio della terza missione umanitaria della Mediterranea Saving Humans.

Dalla sede della città metropolitana di Roma Capitale, Sanna, già sindaco di Colleferro, ha ricordato quanto solo poco tempo fa “fosse difficile parlare dei temi di cui parliamo oggi” e di come i sindaci “che hanno portato avanti progetti di solidarietà e accoglienza con organizzazioni di volontariato siano stiate osteggiati”. Secondo Sanna, la guerra in Ucraina “sembra aver cambiato in connotati a un Paese intero, trasformando tutti in accoglienti”. Il vicepresidente ha ribadito che “le realtà che domani partono in Ucraina godono” presso le istituzioni romane “dell’accoglienza, del sostegno e dell’affetto più assoluto”. Sanna ha sottolineato “l’importanza che si continui sempre a lavorare per la pace in tutti i 60 scenari di guerra in corso al momento nel mondo”, che sono tutti “ugualmente importanti”.

CICCULLI (ROMA): “MASSIMO IMPEGNO PER DONNE RIFUGIATE

“Ci stiamo impegnando al massimo affinché l’accoglienza degli uomini e soprattutto delle donne rifugiate in arrivo dall’Ucraina sia improntata al dialogo e rispetti i principi dei diritti umani e della solidarietà”. Così all’agenzia Dire Michela Cicculli, presidente della commissione Pari opportunità del Comune di Roma e consigliera comunale di Sinistra civica ecologista.

Con le due precedenti missioni erano state oltre 175 le persone portate in Italia. Cicculli ha ribadito “il pieno sostegno” del Comune di Roma agli attivisti che animano l’iniziativa e ha anche evidenziato l’impegno della lista Sinistra Civica Ecologista “contro la guerra e a favore dell’apertura di un canale umanitario e di una trattativa diplomatica”, come sottolinato “in una mozione presentata da noi fin dall’inizio del conflitto”. 

COSTA (BAOBAB): “ACCOGLIERE, NONOSTANTE 2 PESI E 2 MISURE

“Siamo orgogliosi di poter andare a portare in salvo donne, uomini e bambini ucraini. Fa però impressione, soprattutto nel mio caso e nel caso di Baobab Experience, l’associazione che presiedo, il fatto che si riesca a tornare da questo Paese con delle persone attraversando cinque frontiere, di cui due di Paesi non comunitari, e che poi si rischino allo stesso tempo fino a 18 anni di carcere per aver portato in un campo della Croce Rossa a Ventimiglia otto ragazzi del Sudan e uno del Ciad. La questione dei ‘due pesi e due misure’ si fa sentire, ma vogliamo esserci per ribadire che la battaglia è la stessa e parte dal diritto e dover di aiutare chi ha bisogno”. Così all’agenzia Dire, presidente dell’associazione Andrea Costa, presidente di Baobab, atteso martedì da una sentenza in un processo in cui è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Costa è tornato da poco da una missione al confine fra Moldavia e Ucraina realizzata da Baobab e da altre associazioni. Parlando oggi, ha ribadito di “essere contento di stare qui con le donne e gli uomini di Mediterranea, di cui abbiamo sempre sostenuto la battaglia per l’accoglienza e i salvataggi in mare, e di Casetta Rossa, che da otto anni prepara la cene per i migranti che assistiamo”. Tutte queste azioni, secondo Costa, “sono parte dello stesso modo di intendere la solidarietà verso i profughi”.

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