Maggioranza a camere separate. Altro strappo: Lega e FI non votano contro Fratelli d’Italia

MANIFESTAZIONE DEL CENTRO DESTRA ORGOGLIO ITALIANO
È in corso la trattativa sul coprifuoco, ma per il centrosinistra l'obiettivo è difendere il ministro Speranza
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ROMA – Camere separate nella maggioranza, con due spezzoni della grosse koalition che sostiene Mario Draghi riuniti in due diversi luoghi del Senato. A Palazzo Madama sono il premier Mario Draghi e il ministro dei rapporti col Parlamento Federico d’Incà a ragionare intorno a un testo che è stato proposto dalla capogruppo dem Debora Serracchiani. In sostanza il governo prende l’impegno nero su bianco a rivedere il coprifuoco. È un passo in più rispetto al dl Covid. Ma resta da verificare se soddisfa la Lega e Forza Italia.

Negli stessi minuti in cui Draghi vede D’Incà, a circa cento metri, Matteo Salvini a San Luigi dei Francesi, il palazzo del Senato dove risiedono i gruppi della Lega, incontra Antonio Tajani e Licia Ronzulli di Forza Italia. Lo scambio tra le due riunioni è fitto. Il premier ribadisce che la revisione del coprifuoco dipende dai dati, e che questo era l’accordo anche in sede di stesura del dl riaperture. Dunque si va verso una revisione a maggio e se i dati miglioreranno ulteriormente il coprifuoco potrebbe anche saltare. Sono in definitiva anche le richieste della Lega. Salvini e Tajani si convincono. Nel voto della Camera passa dunque il testo proposto da Serracchiani per la riformulazione dell’odg di maggioranza. Il testo “impegna il Governo nel mese di maggio a valutare, sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale, l’aggiornamento delle decisioni prese con il decreto-legge n. 52 del 2021, anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento”.

Ma non è tutto. Perché la Lega continua ad attaccare Speranza. Alla Camera c’è una terza riunione, che coinvolge i capigruppo e i capigruppo in commissione. Si attende l’esito del doppio vertice al Senato. Ma intanto è lite aperta tra i capigruppo parlamentari della maggioranza. La Lega annuncia che non voterà l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia. D’altronde in mattinata il sottosegretario alla Salute Andrea Costa aveva dato parere favorevole a quel testo, ignorando che è di fatto una sconfessione del ministro Speranza.

Leu e il Pd attaccano il Carroccio. “Se volete andare avanti così fate pure. Noi non ci stiamo più“, è il messaggio che i parlamentari di Leu consegnano agli uomini di Salvini. Non serve. Al voto dell’aula l’odg di Fdi contro il coprifuoco non raccoglie il voto contrario della Lega e neppure di Forza Italia. I 233 voti contrari vengono solo da Pd e M5s. Dopo lo strappo in cdm – con l’astensione dei ministri leghisti sul dl riaperture – un altro strappo, questa volta in Parlamento da un fronte più largo. Un attacco sul coprifuoco che in maggioranza leggono come l’ennesimo atto del braccio di ferro sul ministro Speranza.

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