Salvini contro Meloni, alla Camera scontro aperto tra Lega e Fratelli d’Italia

Salvini-Meloni
L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Ormai è lotta aperta tra Matteo Salvini, leader della Lega, e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia per conquistare la guida politica del centrodestra. Un confronto duro, destinato a crescere sempre più nei prossimi giorni. Oggi alla Camera dei Deputati, riunita per votare sul Pnrr di Mario Draghi, lo scontro è venuto allo scoperto quando si è arrivati alle dichiarazioni di voto. Ha cominciato Giorgia Meloni che ha accusato i partiti della maggioranza, quindi anche la Lega di Salvini, di subalternità nei confronti dell’attuale esecutivo. “La scelta di ignorare il Parlamento è stata una scelta politica”, ha detto Meloni e poi, guardando verso i banchi della Lega, ha aggiunto: “Voi non volevate trovarvi nella difficoltà di mettere insieme la vostra litigiosa maggioranza. Non si può fare. E’ questa l’unità nazionale che ci decantate? Tutti uniti nel non contare assolutamente nulla? Non mi pare una gran cosa… il ruolo dei parlamentari della Repubblica italiana non è fare il pubblico pagato. Forse noi siamo gli unici che non sono costretti a dire che va tutto bene. Perché non va bene affatto. Un partito serio non vota un documento così imponente e importante con la formula del prendere o lasciare“. Poi l’affondo più duro anche alla Lega di Salvini: “Fdi è un partito serio… non sarà come molti altri qui dentro, viziato dall’interesse, dalla poltrona o dalla viltà”. Apriti cielo, quando è arrivato il turno della Lega, il capogruppo Riccardo Molinari gli ha risposto a muso duro: “Non nascondiamoci dietro a un dito- dice – avremmo voluto più tempo per leggere il piano ma è necessario capire la serietà del premier Draghi che, entrato in corso d’opera, si è adoperato per presentarlo entro il 30 aprile. E se oggi il governo è qui in aula, e se ci aggiornerà ancora, è anche grazie alla risoluzione di maggioranza”. E ancora, al vetriolo: “Tutti noi come rappresentanti dei cittadini siamo molto ben pagati per poter leggere 300 pagine scritte in grande, anche perché leggendo il testo lo si capirebbe meglio e si eviterebbe di dire cose sbagliate. Partendo dal fatto che non e’ vero che il Parlamento e’ escluso”.

Sarà questo il tema politico più delicato e difficile, che potrebbe anche coinvolgere direttamente il Governo. Perché Salvini ha bisogno di smarcarsi, di cavalcare e mettersi alla testa delle proteste di piazza. Per questo ha lanciato la campagna per abolire il coprifuoco: “Buongiorno Amici. Quasi 90mila firme raccolte in poche ore, grazie a voi e nel silenzio di giornali e tivù, per chiedere libertà e lavoro. Straordinario! Avanti cosi’, fino all’obiettivo #nocoprifuoco” ha postato su facebook il leader del Carroccio. Ma Giorgia Meloni, unica all’opposizione, ha gioco facile. Infatti la leader di Fratelli d’Italia non passa giorno che, sentita l’ultima richiesta di Salvini, da parte sua aggiunge il ‘più uno’, sempre qualcosa in aggiunta. Ed è questa gara nel centrodestra che, più prima che poi, rischia di creare guai al Governo. Il premier Draghi, da parte sua, non ha dimenticato il colpo basso di Salvini quando ha deciso di far astenere i ministri leghisti, che in prima battuta lo avevano approvato, il decreto sulle riaperture. Anche questa diversità di vedute, tra Lega di Governo e Lega di piazza, va tenuta presente. Perché l’elettorato leghista non è solo quello che si mobilita e scende in piazza a protestare caro a Salvini, ci sono tantissimi piccoli imprenditori che, soprattutto al Nord, hanno bisogno di un Governo stabile, di una Lega che basta nelle stanze dove si decide come impiegare i fondi europei. Intanto il Pd e il M5S incalzano e cercano in tutti i modi di mettere fuori dalla maggioranza la Lega ‘tenendosi’ dentro Forza Italia. Che sarà utile al momento di votare per eleggere il nuovo Capo dello stato, magari riproponendo la ‘maggioranza Ursula’ che ha eletto la nuova presidente della Commissione europea a Bruxelles.

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