Bonaccini: “Se l’Italia non riparte subito lasceremo un paese disastrato”

Stefano Bonaccini presidente Regione Emilia-Romagna
Il governatore dell'Emilia-Romagna punta sui soldi del Recovery Plan per liberare risorse e far ripartire il Paese. Nel frattempo invoca ancora il senso di responsabilità: "I contagi sono ancora centinaia, e ci sono le varianti"
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di Mirko Billi e Andrea Sangermano

BOLOGNA – “Se l’Italia non riparte velocemente e non riesce a spendere le risorse che deve spendere in pochi anni quei soldi li dovremo restituire e quindi col debito drammatico che oggi ci schiaccia i nostri figli vivrebbero in un paese disastrato“. Quindi “si facciano le cose per bene”. Così Stefano Bonaccini sul Pnrr presentato dal Governo Draghi.

Per Bonaccini, intervenuto oggi a Tagadà su La7, “ci vogliono misure straordinarie per tenere insieme un paese. Io non voglio credere che non si possa vivere in un paese moderno e civile che metta insieme la lotta alla illegalità con la semplificazione di regole e norme che permettano di fare ripartire l’Italia”.

“I TITOLI PRINCIPALI DEL RECOVERY SONO QUELLI CHE CI ASPETTAVAMO”

Nel Pnrr “i titoli principali sono quelli che ci aspettavamo. Vediamo se una parte di quello che abbiamo richiesto viene mantenuto”. È con cauto ottimismo che Bonaccini, commenta il Recovery plan presentato ieri dal premier Mario Draghi in Parlamento. Bonaccini è soddisfatto in particolare perché, grazie a una parte del Pnrr, in Emilia-Romagna “verranno liberate risorse, parliamo di parecchi milioni di euro, che utilizzeremo per finanziare progetti già pronti nei prossimi mesi“. Bonaccini ne parla questa mattina, a margine di una conferenza stampa in Regione. “Ho esultato alla consegna del Pnrr- ammette- perché abbiamo lì l’altro pilastro, insieme ai vaccini, per evitare una pandemia economia e sociale”.

Le stime economiche, cita il presidente, “ci dicono che l’Emilia-Romagna in due anni potrebbe tornare al livello di Pil di fine 2019 e sarebbe straordinario. Non abbiamo dubbi che le nostre caratteristiche ci rendono più competitivi di altri territori”. In questa partita, naturalmente il Pnrr gioca un ruolo essenziale. “Vedremo quali progetti corrispondere come Emilia-Romagna e vediamo se una parte di quello che abbiamo richiesto viene mantenuto- dice Bonaccini- ma i titoli principali sono quelli che ci aspettavamo”.

“RICOVERI DIMEZZATI, MA SERVE ANCORA ATTENZIONE”

Continua a migliorare la situazione in Emilia-Romagna. Ma “bisogna avere attenzione alle varianti”. È il nuovo appello alla responsabilità lanciato oggi dal presidente Stefano Bonaccini, dopo che nel fine settimana si sono verificati numerosi assembramenti in piazze e parchi in diverse città, come Bologna. Bonaccini invita dunque a non abbassare la guardia, soprattutto perché “adesso iniziano a riaprire le attività. Ieri abbiamo avuto la bella notizia che ci sono 22 ricoveri in meno nelle terapie intensive: erano due mesi che non accadeva. E siamo a meno di 2.000 pazienti negli altri reparti Covid, praticamente sono dimezzati. Ma i contagi, pur in numero ridotto, sono ancora centinaia. Bisogna avere ancora attenzione alle varianti”. Intanto va avanti la campagna vaccinale. “Abbiamo superato 1,5 milioni di dosi somministrate- spiega Bonaccini- ed è confermato che a fine aprile supereremo il mezzo milione di vaccinati con doppia dose”.

“FERMA CONDANNA PER CHI HA COMPORTAMENTI ILLEGALI”

Dobbiamo tutti insieme sforzarci sui controlli e fare di tutto” per evitare assembramenti e comportamenti pericolosi, perché “abbiamo tutti l’interesse a garantire che questo anno di sofferenza finisca”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna esprime “ferma condanna per chi ha comportamenti illegali“. Bonaccini interviene così sugli assembramenti e il rave visti nel weekend scorso a Bologna. Episodi che hanno portato il sindaco Virginio Merola a scontrarsi con la Questura. “Non ho dubbi che il sindaco e le autorità troveranno le ragioni per far bene, come hanno fatto fino ad oggi- veste il ruolo di paciere Bonaccini- il punto di vista di un amministratore locale va compreso, perché è il primo a rispondere ai cittadini. Ma dobbiamo lavorare tutti insieme. Coi prefetti abbiamo sempre avuto finora una collaborazione fortissima, a loro e alle Forze dell’ordine va il nostro sostegno e la nostra stima per il faticoso lavoro fatto quotidianamente”. Del resto, “abbiamo tutto l’interesse che le persone rispettino le regole“. Il governatore esprime dunque “ferma condanna per chi ha comportamenti illegali e tutto il mio disappunto per manifestazioni come quelle dei no mask, fatte quasi a irridere le persone. Bisognerebbe portarli a visitare le terapie intensive o a parlare con qualcuno che ha perso i propri cari”.

“EVITEREI DI FARE UNA GUERRA DI RELIGIONE SUL COPRIFUOCO”

“Non ho dubbi che il primo sarà il presidente del Consiglio, se i dati dei prossimi giorni saranno positivi, ad anticipare alcune scadenze che abbiamo detto” per le riaperture. Però “bisogna verificare tutti i giorni perché riaprendo le scuole e parte delle attività c’è tanta gente in giro. Tanti non ne possono più di stare in casa”. Lo dice Stefano Bonaccini, oggi ospite di Tagadà su La7. Il presidente dell’Emilia-Romagna, a cui sono state presentate le ultime dichiarazioni di Matteo Salvini contro il coprifuoco, intanto osserva: “Quella parola andrebbe abolita, perché ricorda le guerre. Per quanto sia un fatto tragico quello che stiamo vivendo, io ci starei attento all’uso delle parole”. Poi, sottolinea, alle “22, alle 23 o a mezzanotte non è che cambi molto dal punto di vista epidemiologico visto che si è all’aperto. Dopodiché sarei stato d’accordo per le 23 come i miei colleghi ma eviterei di fare una guerra di religione“. Altrimenti, sottolinea poi, “rischia di diventare più slogan che altro”. In ogni caso “non ho bisogno di Salvini né lui di me per dire le cose che pensiamo, ci mancherebbe. Così come se si condivide una cosa la su può condividere anche da posizioni diverse”. Ma “lo stesso Draghi avrà tutto interesse a far ripartire prima possibile il paese no?”.

“RIAPRIRE SUBITO AL PUBBLICO GLI EVENTI SPORTIVI”

Stefano Bonaccini torna ad invocare la riapertura al pubblico degli eventi sportivi. “Una cosa che al Governo consiglierei di fare è che per gli eventi sportivi, al chiuso e all’aperto, metta le stesse regole che ha già scritto, per me molto bene” per la cultura. “Perché- si chiede il presidente dell’Emilia-Romagna, oggi su La7- posso andare al cinema, al teatro o ad uno spettacolo musicale al chiuso e non lo posso fare fino a giugno per un evento sportivo? Sono forse queste le contraddizioni maggiori, ma non son cose da litigarci, bisogna trovare un accordo“, è la sollecitazione del governatore. Bonaccini invita anche a riconsiderare almeno in parte la chiusura delle palestre fino a giugno.

“Dico al Governo attenti, si è deciso da giugno ma valutate almeno a livello individuale perché la mia impressione è che ci siano un po’ troppi che chiamano a casa loro, privatamente, i personal trainer. Si rischia l’abusivismo“. Altra “contraddizione” delle norme nazionali per quanto riguarda i matrimoni, settore che ha manifestato ieri in viale Aldo Moro. “Del settore del wedding non sta parlando nessuno. Non chiedono la luna, ma solo una data nella quale poter immaginare di ripartire” dice Bonaccini dopo l’incontro avuto ieri con gli operatori.

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