Baristi veneti furiosi sul divieto di consumare a banco: “Nessun fondamento giuridico o sanitario”

Bancone bar aperitivo spumante
La Fipe contesta: "La somministrazione al bancone non si potrà fare prima del 1 luglio, mentre a partire dal 1 giugno sarà possibile consumare al chiuso ma al tavolo. Un paradosso giuridico e sanitario"
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VENEZIA – Alla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) del Veneto la circolare del ministero dell’Interno che chiarisce che il decreto riaperture vieta ai bar la possibilità di effettuare la somministrazione al banco non piace. “Non ha alcun fondamento giuridico e nessuna ragione di sicurezza sanitaria”, sostiene la Federazione, mentre il suo segretario regionale Eugenio Gattolin parla di “un attacco al modello di offerta del bar italiano”. Di più, è “un provvedimento punitivo senza che vi sia nessun fondamento scientifico sui rischi sanitari che si corrono, anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto”. Pertanto, stare al banco il tempo di un caffè e poi uscire dal locale non dovrebbe creare problemi.

“Si tratta di un’interpretazione che nessuno si aspettava considerando che il decreto non esclude espressamente il consumo al banco ma, al contrario, ha voluto specificare con quali modalità può avvenire il consumo al tavolo”, evidenzia la Fipe. Eppure “dopo 14 mesi di blocco delle attività di ristorazione, almeno l’aspettativa di una regolamentazione puntuale non dovrebbe essere tradita”. Ma, stando alla circolare del ministero, “la somministrazione al bancone non si potrà fare prima del 1 luglio mentre a partire dal 1 giugno sarà possibile consumare al chiuso ma al tavolo. Un paradosso giuridico e sanitario“.

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