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Presentato il primo libro bianco sulla medicina personalizzata in oncologia

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"Servono equo accesso a innovazioni tecnologiche e presa in carico globale dei pazienti"
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ROMA – Presa in carico della persona, informazione e condivisione delle scelte terapeutiche, accesso alla profilazione genomica e alle terapie target, utilizzo dei dati per migliorare la ricerca nel rispetto della privacy. Sono questi i punti cardine su cui è possibile costruire la medicina personalizzata in oncologia raccolti nelle Raccomandazioni stilate dal network di pazienti APMP che raccoglie 11 associazioni impegnate nella lotta ai tumori.

In media, nel 75% delle persone malate di cancro, le terapie tradizionali non funzionano. Un dato che mette in luce la necessità di passare da un approccio basato sul ‘farmaco per tutti’ a un trattamento mirato, frutto di una scelta ponderata sulla base del profilo genetico e delle caratteristiche del singolo.

LE RACCOMANDAZIONI DEL LIBRO BIANCO

Le Raccomandazioni sono contenute nel primo Libro Bianco della medicina personalizzata in oncologia, un volume che raccoglie la voce delle Istituzioni e i contributi di alcuni tra i più autorevoli esperti – oncologi, genetisti, anatomopatologi, farmacoeconomisti, sociologi e psicologi – sul tema dell’oncologia di precisione. Un lavoro nato dall’esigenza di gettare luce sulle opportunità e sulle sfide che la medicina personalizzata pone al Sistema Sanitario e a tutti i pazienti. Il primo importante passo nel percorso per sostenere il diritto alla medicina personalizzata in Italia, che si colloca nell’ambito del più ampio progetto di informazione e sensibilizzazione Ogni storia è unica, realizzato con il supporto incondizionato di Roche Italia.

IL PROGETTO OGNI STORIA È UNICA

Un’idea del Gruppo APMP – Associazioni pazienti, insieme per il diritto alla Medicina Personalizzata in oncologia che vede in questo innovativo approccio terapeutico l’opportunità di una rivoluzione culturale, ancor prima che clinica, dove la persona non è più al centro. È essa stessa il centro. La chiave di una nuova era della medicina personalizzata costruita insieme, in un Sistema Salute integrato che vede impegnati in maniera sinergica medici, professionisti sanitari, pazienti, associazioni, caregiver, istituzioni e stakeholder tutti. Un cambiamento che rappresenta un’opportunità per milioni di persone. Secondo l’ultimo rapporto AIOM, infatti, l’incidenza delle neoplasie maligne nel 2020 è pari a 377.000 nuovi casi. In entrambi i sessi, l’incidenza cresce con l’età ed è maggiore nei maschi (maschi = 195.000; femmine = 182.000). Oltre 3,5 milioni le persone che vivono con una diagnosi di tumore, sostenute da un esercito di familiari e caregiver.

Il progetto ‘Ogni storia è unica‘ nasce con un obiettivo chiaro: la miglior cura possibile per tutti. Perché ogni paziente è unico. Per questo la cura può – e deve – essere personalizzata. ‘Quello di oggi è un momento di incontro e confronto scientifico e istituzionale necessario a ribadire il diritto universale di ogni singolo individuo a ricevere la cura migliore” dice Nicoletta Cerana, Presidente ACTO – Alleanza Contro il Tumore Ovarico onlus e portavoce APMP, sottolinea l’impegno del network nel promuovere le raccomandazioni per un’attuazione della cura personalizzata. “È necessario- continua Cerana- agire a garanzia di un accesso uniforme sul territorio ai test di profilazione genomica per colmare le difformità attuali, così come promuovere l’implementazione di Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) e un’informazione corretta che generi consapevolezza e sostenga i processi decisionali”.

LA MEDICINA PERSONALIZZATA

Ma cosa significa medicina personalizzata? Significa riscrivere l’intero percorso di cura su misura per ogni paziente.
Un processo che nell’oncologia trova a oggi la sua area di maggiore avanzamento. Una rivoluzione resa possibile dalla sempre più ampia disponibilità di dati che riguardano il profilo genomico delle singole persone, il loro stile di vita, i bisogni individuali, le preferenze ed esperienze. Non solo genetica, dunque, ma un approccio a 360 gradi che accoglie le istanze del paziente lungo tutto il percorso diagnostico-terapeutico. “La raccolta, l’interpretazione e la gestione di informazioni specifiche per ogni paziente- spiega Paolo Marchetti, direttore oncologia medica Università Sapienza di Roma e Presidente Nazionale della Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP)- permettono una diagnosi accurata nel più breve tempo possibile e una cura a misura del singolo, aumentando l’efficacia del trattamento e migliorando la qualità di vita. Un’opportunità per il paziente e per il Sistema Sanitario”.

Grazie ai progressi della ricerca scientifica, oggi sappiamo che non esiste il tumore ma oltre 200 tipi diversi di malattia oncologica in ognuno dei quali è possibile rilevare delle mutazioni che ne guidano la crescita e la diffusione. Di più, sappiamo che anche i fattori ambientali e lo stile di vita (ad es. fumo, virus, obesità, ormoni e mancanza di esercizio) possono causare delle mutazioni. Sulla scia di questi progressi c’è stato uno sviluppo esponenziale di farmaci ‘mirati’ che consentono ai medici di compiere scelte guidate dalle caratteristiche personali di ogni singolo paziente, per strategie terapeutiche più efficaci e con meno effetti collaterali.

IL RUOLO DEI TEST GENOMICI

Per identificare i pazienti che possono beneficiare di trattamenti specifici sono necessari i test genomici; è possibile analizzare il DNA tumorale con una metodica chiamata Next-Generation Sequencing che consente di identificare contemporaneamente tutti i diversi tipi di alterazioni genomiche in più geni in una singola analisi con una profilazione genomica ampia (Comprehensive Genomic Profiling, CGP). Una possibilità che, per essere fornita a tutti i pazienti, deve essere inserita in un modello organizzativo nuovo, che ancora non si è attuato complessivamente, in cui sia presente il Molecular Tumor Board (MTB), un team multi- e inter-disciplinare al servizio della persona lungo tutto il percorso terapeutico e i Centri Specialistici Regionali per la esecuzione dei test di Profilazione Genomica (NGS).

IL MODELLO DI ORGANIZZAZIONE SANITARIA MUTAZIONALE

In tal senso, “è fondamentale- spiega Nello Martini, presidente di Fondazione Ricerca e Salute, ex direttore AIFA- passare a un nuovo modello di organizzazione sanitaria, quello mutazionale. Sarebbe auspicabile la costituzione di una rete nazionale interconnessa di Molecular Tumor Board (MTB) e dei Centri Specialistici Regionali per la esecuzione dei test di Profilazione Genomica (NGS). Ciò risulta necessario non solo per rilevare le alterazioni molecolari che permettano di trattare i pazienti con i farmaci druggable (attivi sulla mutazione), ma anche per indirizzare i malati nei centri dove sono attivi studi clinici specifici con l’impiego di farmaci druggable non ancora autorizzati. L’Osservatorio sulle Sperimentazioni cliniche (OSC) dovrebbe essere aperto da AIFA ai MTB in modo da poter inserire tempestivamente i pazienti nelle sperimentazioni e cominciare quanto prima trattamenti specifici. In questo modo i centri di ricerca potrebbero contare su un bacino più ampio di pazienti, con vantaggio sia dei malati sia della ricerca italiana, che diventerebbe più competitiva a livello internazionale”.

Alla luce degli studi di farmacoeconomia e delle analisi di costo-efficacia è stato dimostrato che la scelta della medicina personalizzata può generare vantaggi anche in termini di sostenibilità del Sistema. “Guardando al futuro della salute e all’importanza di mettere concretamente il paziente al centro, con i suoi bisogni, in un contesto caratterizzato da un aumento dell’aspettativa di vita, da risorse limitate e ulteriormente aggravato dall’attuale emergenza pandemica, è oggi più che mai una priorità garantire una reale equità d’accesso all’innovazione terapeutica e diagnostica, con un’attenzione alla sostenibilità- spiega Maurizio de Cicco, Presidente e Amministratore Delegato Roche Italia- Consapevoli che questo obiettivo possa essere raggiunto solo grazie ad una stretta collaborazione da parte di tutti gli attori del Sistema, rinnoviamo il nostro impegno a proporci come partner al fianco della comunità scientifica, dei pazienti e delle istituzioni che ringraziamo per avere raccolto, con questa iniziativa, la sfida di mettere in campo delle azioni congiunte affinché quello che fino a qualche decennio fa sembrava un futuro lontano, il traguardo di una medicina personalizzata che promuove percorsi di diagnosi e cure in base alle caratteristiche e alle esigenze di ciascun individuo, possa diventare una realtà e un diritto per il più ampio numero di pazienti, nel più breve tempo possibile”.

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