Giappone, al via nuovo studio sul genoma dei sopravvissuti alla bomba atomica

Nagasaki
Il nuovo studio è stato definito "necessario per raggiungere maggiori certezze" dal presidente della RERF Ohtsura Niwa
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ROMA – La Radiation Effects Research Foundation (RERF), organizzazione di ricerca congiunta Giappone-USA che tiene traccia degli effetti delle radiazioni sui sopravvissuti al bombardamento atomico della seconda guerra mondiale, ha annunciato l’avvio di una nuova ricerca sul genoma dei discendenti di seconda a terza generazione dei sopravvissuti ai bombardamenti.

L’organizzazione, che ha sede a Hiroshima e a Nagasaki, appena lo scorso 16 aprile aveva pubblicato l’esito delle ultime indagini sui disturbi di salute nei neonati discendenti dei cosiddetti ‘hibakusha’. Il nuovo studio, definito dal presidente della RERF Ohtsura Niwa come “necessario per raggiungere maggiori certezze”, segue quello condotto dalla Atomic Bomb Casualty Commission, istituita quando il Giappone fu occupato dagli alleati dopo la seconda guerra mondiale, su circa 77mila neonati nati a Hiroshima e Nagasaki tra il 1948 e il 1954. Quello studio escluse relazioni di causa tra l’esposizione alle radiazioni e difetti alla nascita o mortalità prenatale. 

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