Governo, Anzaldi: “Tre elettori Pd su 4 contrari ad accordo con M5s, se ne prenda atto”

Il deputato dem Michele Anzaldi rilancia gli esiti del sondaggio Emg/Cartabianca
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ROMA – “Sondaggio Emg/Cartabianca: 3 elettori Pd su 4 non vogliono governo con M5s. #senzadime è opinione ampiamente maggioritaria nostro elettorato, sarebbe bene che anche chi ha ‘aperto’ a finto dialogo per Governo Di Maio ne prenda atto. Quasi 60% elettori M5s vuole governo con Lega“. Lo scrive su twitter il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, pubblicando le tabelle del sondaggio andate in onda alla trasmissione di Rai3.

ROSATO: NIENTE GOVERNO CON CHI VUOLE SMANTELLARE RIFORME PD

“Io condivido le precondizioni che sono state definite dal mio partito. E cioè: che i M5s considerino chiuso il dialogo con la Lega. E Di Maio ha detto solo formalmente che così è. La seconda è che la stagione delle riforme del Pd non devono essere considerate una pausa ma un periodo positivo per questo paese”. Lo dice il vicepresidente del Pd Ettore Rosato a Cartabianca.

“Non possiamo andare a fare un governo con chi pensa che questo governo debba smontare le cose fatte dal centrosinistra negli ultimi 5 anni.”, aggiunge Rosato.

DE MARIA-BENAMATI: ARDUO CON M5S, E SERVE OK ISCRITTI PD

“Le distanze di giudizio sul passato, di visione per il futuro e di programma fra noi e 5 Stelle restano molto grandi. Per questo gli esiti del confronto che si va aprendo non sono certo scontati ai nostri occhi ed un risultato positivo assai arduo da raggiungere”. Lo scrivono in una nota congiunta Gianluca Benamati e Andrea De Maria a proposito del dialogo coi Cinque stelle per mettere in campo un accordo di governo.

“Comunque riteniamo che, nel caso si realizzi uno scenario che prevede un impegno di governo per il Pd- affermano i due deputati bolognesi- sarà fondamentale coinvolgere gli iscritti del Pd nella scelta definitiva da assumere, anche per rafforzarla e radicarla”. Infine “è fondamentale che un passaggio come questo sia affrontato senza ulteriori divisioni nel Pd. Questo- sottolineano- è comunque imprescindibile qualunque sia la prospettiva che ci aspetta. Si cerchino quindi da qui alla direzione nazionale del 3 maggio le ragioni di una visione comune come condizione necessaria e irrinunciabile per ogni futuro sviluppo”.

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