Libano, Ahmad (ministero welfare): “Con l’Italia obiettivo giovani”

Direttore generale alla 'Dire' su programmi sostenuti da Aics
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ROMA – Ogni anno in Libano 25mila giovani ottengono una laurea, e aiutarli a trovare lavoro è una delle priorità che il governo persegue attraverso il ministero degli Affari sociali (Mosa). Parola del suo direttore generale, Abdallah Ahmad, che all’agenzia Dire ha spiegato: “Per noi i giovani sono un target fondamentale, soprattutto quelli più vulnerabili. Per questo abbiamo previsto programmi non solo di orientamento al lavoro e formazione professionale, ma anche per migliorare le loro conoscenze. E sono rivolti sia ai libanesi, che ai profughi siriani, palestinesi e iracheni”.

Una parte di queste attività è realizzata in collaborazione con l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), di cui uno dei progetti più importanti è il Mosaic (MoSA Initiative Child Centred), avviato nel 2012, e che prevede un finanziamento di 1,9 milioni di euro. “Il focus – spiega Ahmad – è sulla promozione dei diritti dell’Infanzia e dei giovani incoraggiando la creazione di un ambiente favorevole al loro sviluppo, anche attraverso piani di prevenzione e protezione”. Significativa inoltre, sottolinea il direttore generale, “la formazione di Consigli Municipali dei Ragazzi in cinque municipalità del Libano. Ogni Consiglio ha il compito di elaborare un piano d’azione per la creazione di spazi culturali, ricreativi e associativi per i giovani della comunità”. Un’altra componente del Mosaic è la helpline, “che consente agli esperti del ministero di raccogliere le denunce dei minori vulnerabili e fornire loro aiuto. Infine, è stato costituito un Centro nazionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, per migliorare la conoscenza sul tema”. Un lavoro di raccolta dati che sul lungo periodo consente di avviare progetti di sensibilizzazione su questioni specifiche.

L’Aics, prosegue il rappresentante del ministero libanese, si preoccupa anche della componente femminile attraverso il progetto Donne e Governance, “che punta a rafforzare la partecipazione della donna alla vita politica libanese e al mondo del lavoro”. A questo si affianca un progetto in sei istituti penitenziari femminili, per migliorare la qualità della vita delle detenute: “Il piano – spiega Ahmad – assicura loro generi di prima necessità, anche per i figli nati in carcere. Poi offriamo alle donne un adeguato supporto psicologico, e attività che favoriscono il loro reinserimento nella società”. Infine, la Cooperazione italiana supporta gli sfollati siriani in Libano, in particolare nell’ambito dell’educazione, della formazione professionale e dell’orientamento al lavoro. Più in generale, “grazie al supporto internazionale il governo libanese offre servizi attraverso i 230 centri di sviluppo sociale del ministero dislocati su tutto il territorio libanese, per la salute, l’assistenza sociale, mense e molto altro. Come già detto, incoraggiamo la formazione dei giovani siriani per permettergli di trovare un lavoro in Libano, e speriamo in futuro nel loro Paese”. Importante in quest’ottica la collaborazione con le ong. “Al momento – dice Ahmad – il ministero lavora in partenariato con 4 ong italiane e circa 600 ong libanesi”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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