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Artemis, la nuova tuta spaziale per tornare sulla Luna

La tuta spaziale per la missione Artemis 3 realizzata dall'azienda privata Axiom Space è stata presentata a Houston

Pubblicato:27-03-2023 13:45
Ultimo aggiornamento:27-03-2023 13:46
Canale: Scientificamente
Autore:
tuta spaziale artemis axiom
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ROMA – Nuovo viaggio, nuovo look e non solo. Quando gli astronauti torneranno a calcare la superficie della Luna dopo 50 anni, grazie alla missione Artemis III della Nasa, indosseranno una tuta spaziale di nuova generazione, creata per loro dall’azienda privata Axiom Space. Il prototipo della Axiom Extravehicular Mobility Unit (AxEMU) è stato presentato lo scorso 15 marzo allo Space Center di Houston.

LA TUTA SPAZIALE DEL FUTURO

Una nuova vestibilità, adatta a un’ampia gamma di corporature e fisici diversi, materiali robusti e ad alte prestazioni, flessibilità per rendere i movimenti più semplici e alta protezione da un ambiente ostile sono le principali caratteristiche della nuova tuta spaziale, nata per adattarsi alle esigenze degli astronauti e delle astronaute che torneranno sulla Luna grazie ad Artemis. Più comoda per camminare e per piegarsi, promettono da Axiom, la nuova tuta spaziale ha anche videocamere sul casco a palloncino per riprendere le attività extraveicolari.

IL DESIGN DI ESTHER MARQUIS: “UNA CELEBRAZIONE DELL’ESPLORAZIONE SPAZIALE”

Le immagini del prototipo hanno fatto il giro del mondo ed è stato impossibile non notare il colore nero della tuta. Nella realtà non sarà affatto così, ma di colore bianco. Il motivo è presto detto: la tuta deve necessariamente proteggere gli astronauti respingendo i raggi solari e tutelandoli dagli imponenti sbalzi termici, risultato possibile solo con il tradizionale bianco delle consuete divise da astronauta. E allora, come mai quella presentata al pubblico era scura? Per proteggere il design originale. A disegnare la nuova tuta spaziale in esclusiva per Axiom è stata la stilista Esther Marquis, che ha realizzato i costumi per la serie di AppleTv+ ‘For all Mankind’. La serie tv racconta una storia alternativa a quella reale, in cui sono stati i sovietici ad allunare per primi. Il titolo è un omaggio alla placca lasciata sulla Luna dalla missione Apollo 11: “We came in peace for all mankind”, “Siamo venuti in pace per tutta l’umanità”. “Conosco molto bene le tute spaziali storiche, avendo disegnato una nuova tuta spaziale per lo show For All Mankind- ha raccontato Marquis, contattata dall’Agenzia Dire-Volevo rendere omaggio a quell’eredità e celebrare l’esplorazione dello Spazio.  Il design della tuta presenta ulteriori miglioramenti nella vestibilità e nella fabbricazione, insieme a forti dettagli grafici“, spiega Marquis.  “La tuta Axiom Emu è un notevole pezzo di ingegneria, la nuova tuta è un enorme miglioramento rispetto alle versioni precedenti. Penso che la “Suit Cover” esprima l’entusiasmo e la fiducia che sia la Nasa che Axiom hanno per la missione Artemis“.

PERCHÉ LA TUTA PER ARTEMIS È PRODOTTA DA UN’AZIENDA PRIVATA?


La Nasa sta conducendo da anni una forte campagna mediatica per promuovere la nuova corsa alla Luna. Ha stupito il fatto che la nuova divisa per astronauti venga realizzata da un’azienda privata. Il motivo è il ritardo sulla tabella di marcia della missione Artemis. Apportare miglioramenti alle tute, avrebbe ulteriormente rallentato l’agenzia spaziale statunitense, così la partita è stata aperta ai privati. Axiom ha assicurato che entro l’estate fornirà una serie di tute utili per l’allenamento degli astronauti.

LA MISSIONE ARTEMIS

A novembre 2022 è partito il gigantesco Space Launch System verso la Luna, con a bordo la capsula Orion. È stato il debutto della missione Artemis, con a bordo anche l’Italia: sul mega razzo c’era il Microsatellite ArgoMoon, con il compito di scattare immagini ad alta definizione della Terra e della Luna. Nella missione Artemis II voleranno anche i primi astronauti per orbitare intorno alla Luna e poi tornare a Terra. Sarà Artemis III a portare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna. Il programma è definito dagli Artemis Accords, firmati anche dall’Italia il 13 ottobre 2020. 

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