Coronavirus, Fracassi (CGIL): “Dramma economico, cresce la paura”

Gianna Fracassi, vicesegretaria generale della CGIL, commenta il sondaggio 'Dire-Tecne' per cui quasi sei italiani su dieci hanno paura di perdere il lavoro
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ROMA – “Penso sia assolutamente comprensibile perche’ e’ evidente a tutti che molto velocemente il dramma sanitario si sta trasformando in un dramma economico”. Cosi’ Gianna Fracassi, vicesegretaria generale della CGIL, commenta il sondaggio ‘Dire-Tecne’, per cui quasi sei italiani su dieci hanno paura di perdere il lavoro per effetto dell’emergenza coronavirus.

La sindacalista fa notare che gia’ prima dell’arrivo del contagio “non eravamo in una situazione di salute da questo punto di vista, quindi e’ evidente che l’emergenza coronavirus si va inserire in un contesto debole: eravamo gia’ una condizione di bassa crescita e con problemi strutturali del nostro sistema economico”.

“E’ chiaro- continua Fracassi- che con il paese sostanzialmente bloccato c’e’ grande preoccupazione e quando si mette insieme la paura per la salute e la paura per il proprio lavoro e’ evidente che bisogna provare a mettere in campo delle soluzioni”.

“Lo abbiamo detto in tempi non sospetti- dice ancora la vicesegretaria Cgil- che occorreva, oltre che rispondere all’emergenza, affrontare subito, e non in una fase due, l’emergenza economica, mettendo in campo una potenza di fuoco per sostenere l’economia del paese e almeno un punto di PIL era il minimo sindacale”.

Commentando gli interventi del governo Fracassi osserva che “ora parliamo di 25 miliardi e si annuncia un altro provvedimento che non credo sara’ l’ultimo, ma per affrontare il quadro economico che ci troveremo di fronte credo che le risorse saranno molto piu’ ingenti e dovremmo anche rompere alcuni tabu'”.

Il primo, spiega la sindacalista, “e’ l’idea liberista che ha pervaso i governi e la politica: oggi una lezione che impariamo e’ il fallimento di queste politiche, nazionali ed europee. Tornano invece ad essere centrali i bisogni fondamentali dei cittadini, basti pensare a quello che sta accadendo sulla sanita’ e sull’approvvigionamento di cose fondamentali come i dispositivi di sicurezza di cui abbiamo abbandonato la produzione pensando non fossero strategici”.

Insomma per la Cgil bisogna “cambiare il paradigma economico, che significa rimettere al centro i bisogni delle persone. Infine il secondo tabu’ da rompere- chiude Fracassi- e’ quello del ruolo dello Stato in economia, che deve essere da protagonista”.

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