Ausl Bologna: “Peggio mascherina usata male che senza”

Gli esperti dell'Ausl di Bologna avvertono: "Il dispositivo di protezione individuale più importante è l'igienizzazione delle mani"
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ROMA – Di fronte all’epidemia da coronavirus, indossare la mascherina ma usarla in maniera non corretta è “più deleterio” che non averla affatto. E’ l’avvertimento lanciato dall’Ausl di Bologna per bocca di Davide Resi, dirigente medico del dipartimento di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica. Resi ne ha parlato (in videoconferenza) durante una commissione del Consiglio comunale dedicata in particolare alla sicurezza dei dipendenti di Tper e in generale sui bus pubblici.

Diversi sindacati segnalano la disponibilità di mascherine tra i temi più critici, ma Resi ridimensiona l’argomento: “Il dispositivo di protezione individuale più importante è l’igienizzazione delle mani. Il 99% dei casi di infezione viene trasmesso attraverso le mani non igienizzate che toccano una superficie e poi la bocca, il naso o gli occhi”.

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Allo stesso tempo, “quando vedo persone con la mascherina indossata a volte anche in maniera non idonea e che poi se la sistemano in continuazione con le mani non igienizzate strofinandosi il naso e gli occhi- aggiunge l’epidemiologo- allora quel dispositivo diventa più deleterio che non averlo”.

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Proprio il caso dei conducenti dei bus, per Resi, è emblematico: gli autisti al momento “sono a una distanza superiore al metro e mezzo da qualsiasi altra persona e non hanno bisogno di indossare alcuna mascherina. Invece hanno bisogno, tutte le volte che toccano una superficie di cui non sono sicuri, di lavarsi le mani prima di fare qualsiasi altra cosa”. Ad esempio, al cambio turno, “l’autista smontante dovrebbe igienizzare tutto quello che ha toccato durante il servizio– continua il dirigente dell’Ausl- e l’autista montante, poichè fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, dovrebbe igienizzare a sua volta”.

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Comprendere da parte di tutti che l’aspetto mani è più importante della mascherina, sottolinea Resi, consentirebbe un “risparmio notevole di dispositivi che sono molto difficili da reperire, sia a livello centrale che periferico, anche negli ospedali”. Questo in un contesto in cui “la situazione non accenna, se non lievemente, a migliorare. Bisogna avere ancora pazienza- avverte Resi- ed essere forti ancora per qualche settimana. Non ho il dono della preveggenza ma i numeri parlano chiaro e il ritorno alla normalità è ancora abbastanza lontano“.

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27 Marzo 2020
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