I ‘David di Donatello’, 64 anni di grande storia del cinema italiano

Sono 64 anni che si ripete questa cerimonia, una storia prestigiosa quella dei 'David di Donatello', che, come ricorda la Rai che organizza in prima serata su raiuno la cerimonia dei premi, inizia nel 1950, quando a Roma viene fondato l'Open Gate Club.
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ROMA – “Abbiamo in Italia una grande storia di cinema”. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia al Quirinale di presentazione dei candidati ai Premi ‘David di Donatello’ per l’anno 2019.
Sono 64 anni che si ripete questa cerimonia, una storia prestigiosa quella dei ‘David di Donatello’, che, come ricorda la Rai che organizza in prima serata su raiuno la cerimonia dei premi, inizia nel 1950, quando a Roma viene fondato l’Open Gate Club.

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Dato il rilievo sempre maggiore assunto dal cinema in quegli anni, tra il 1953 e il 1955 nasce il Comitato per l’Arte e la Cultura e il Circolo Internazionale del Cinema, che dà origine ai Premi David di Donatello destinati alla migliore produzione cinematografica italiana e straniera.
Il 5 luglio del 1956 la prima cerimonia di premiazione dei David: ‘Pane amore e…’ e ‘Le grandi manovre’ i film premiati per la produzione italiana, Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida sono i migliori attori protagonisti rispettivamente per le loro interpretazioni in ‘Pane, amore e…’ e ‘La donna più bella del mondo’; Walt Disney è il Miglior produttore straniero per ‘Lilli e il vagabondo’. Nel corso degli anni si alternano le sedi delle premiazioni: Roma, Taormina, Firenze, poi dal 1981 ancora Roma.
Vittorio Gassman e Alberto Sordi sono gli attori che per il maggior numero di volte, sette per la precisione, hanno ricevuto il Premio David di Donatello nella categoria Miglior attore protagonista; lo stesso riconoscimento è stato assegnato cinque volte a Marcello Mastroianni, quattro a Toni Servillo, Nino Manfredi e Giancarlo Giannini, tre a Elio Germano e Ugo Tognazzi. Due premi a Carlo Verdone, Roberto Benigni, Sergio Castellitto, Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea, Adriano Celentano, Francesco Nuti, Gian Maria Volonté.
Sofia Loren è la primatista nella categoria Miglior attrice protagonista, con sei statuette; seguono Monica Vitti e Margherita Buy, cinque volte insignite del riconoscimento.
Quattro Premi David sono andati a Mariangela Melato e Valeria Bruni Tedeschi, tre a Gina Lollobrigida e Silvana Mangano, due ad Anna Magnani, Claudia Cardinale, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Florinda Bolkan e Asia Argento.
Tra i registi è Francesco Rosi ad aver ottenuto il maggior numero di statuette per la Miglior regia: a lui, infatti, sono andati ben sei David. Quattro poi a Mario Monicelli e Giuseppe Tornatore, tre a Ettore Scola, Ermanno Olmi, Federico Fellini.
Due David a Paolo Sorrentino, Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Franco Zeffirelli, Matteo Garrone, Marco Bellocchio, Gillo Pontecorvo, Pietro Germi e ai fratelli Taviani.
Tra gli sceneggiatori cinque riconoscimenti sono andati a Sandro Petraglia, quattro a Stefano Rulli e Ugo Chiti, tre a Furio Scarpelli, Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi, due a Francesco Bruni, Paolo Virzì, Giancarlo de Cataldo, Massimo Gaudioso, Maurizio Braucci, Daniele Lucchetti, Francesco Piccolo, Francesca Archibugi, Carlo Verdone.
Ennio Morricone ha ricevuto nove David come Miglior musicista, lo scenografo e costumista Danilo Donati si è aggiudicato otto premi, mentre quattro premi sono stati assegnati a Dante Ferretti come Miglior scenografo. Luca Bigazzi ha ricevuto sette David come Miglior autore della fotografia, Tonino Delli Colli quattro. Cinque statuette sono state assegnate a Ruggero Mastroianni come Miglior montatore.
‘La ragazza del lago’ di Andrea Molaioli ha ottenuto dieci David di Donatello, nove per ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino, ‘Anime nere’ di Francesco Munzi, ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni, ‘L’ultimo imperatore’ di Bernardo Bertolucci, ‘Pane e tulipani’ di Silvio Soldini e ‘Il mestiere delle armi’ di Ermanno Olmi. Otto riconoscimenti per ‘Romanzo Criminale’ di Michele Placido e ‘Vincere’ di Marco Bellocchio.
Ancora, sette premi sono andati a ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’ di Gabriele Mainetti, ‘Il racconto dei racconti’ di Matteo Garrone, ‘Il capitale umano’ di Paolo Virzì, ‘Noi credevamo’ di Mario Martone, ‘Il divo’ di Paolo Sorrentino, ‘Gomorra’ di Matteo Garrone e ‘Speriamo che sia femmina’ di Mario Monicelli.
Di grande prestigio anche i numerosi David Speciali assegnati nel corso dei decenni: fra gli altri, a Steven Spielberg, Diane Keaton e Stefania Sandrelli, premiati nella scorsa edizione; alle star del cinema internazionale, da Martin Scorsese ad Al Pacino, da Sean Connery a Tom Cruise; agli interpreti del miglior cinema europeo, come Isabelle Huppert e Alain Delon; a tanti amati protagonisti del nostro cinema, che si aggiungono ai nomi già citati sopra, da Alida Valli a Virna Lisi, da Lina Wertmüller a Liliana Cavani, da Dino Risi a Carlo Lizzani, da Paolo Villaggio a Bud Spencer e Terence Hill.

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27 Marzo 2019
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