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Visco: “Il sollievo non basta, in Italia servono riforme strutturali”

Per il governatore di Bankitalia "sono urgenti interventi volti a contrastare più efficacemente il rallentamento economico e l’aumento della povertà"
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ROMA – “In Italia, dove l’attività economica ha segnato una flessione nello stesso periodo, ai problemi di natura congiunturale si aggiungono quelli strutturali, di cui ho più volte discusso in passato, e un significativo peggioramento delle condizioni di finanziamento del debito pubblico. Nel nostro paese, come in altre economie avanzate, sono urgenti interventi volti a contrastare più efficacemente il rallentamento economico e l’aumento della povertà. Per creare opportunità di lavoro stabili, tuttavia, non basta un semplice sollievo congiunturale”. Lo dice il governatore della banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo alla XII Conferenza MAECI – Banca d’Italia alla Farnesina.

Visco spiega che “le misure tradizionali di tipo redistributivo devono affiancarsi alle riforme strutturali da anni al centro del dibattito. Occorre assicurare la stabilità finanziaria, avendo una strategia chiara e credibile per la riduzione, nel medio termine, del peso del debito pubblico sulla nostra economia”.

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“UE ÀNCORA DI STABILITÀ IN UN MONDO INSTABILE”

“L’appartenenza all’Unione europea è la chiave per rimanere su un sentiero stabile di crescita economica anche in futuro. Il vero completamento della costruzione europea sarà raggiunto solo con lo sviluppo di istituzioni democraticamente designate, incaricate di esercitare la sovranità comune”, dice ancora Visco.

“In un contesto di integrazione globale dei mercati e di cambiamenti geopolitici- aggiunge-, mettere in comune una parte della propria sovranità è l’unico modo per preservarla. L’Europa deve rimanere un’ancora di stabilità in un mondo che appare sempre più instabile e politicamente imprevedibile”.

“POLEMICA MEMORANDUM? ESEMPIO DIFFICOLTÀ STRATEGIA UE”

“A livello globale, bisogna operare affinché la cooperazione internazionale riprenda e si intensifichi, anche sul piano tecnico dove non si è mai interrotta. La contrapposizione tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere mitigata dalla presenza di un terzo attore, rappresentato dall’Europa, che però deve riuscire a esprimere una capacità d’azione comune. La recente polemica sulla firma di un Memorandum of Understanding bilaterale tra l’Italia – la prima a stipularlo tra le maggiori economie avanzate – e la Cina è un esempio delle difficoltà nel definire un’appropriata strategia a livello europeo, in un momento di acceso confronto tra questo paese e gli Stati Uniti”, afferma Visco.

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