ROMA – Sono 9 i primi feriti ricevuti nei Centri di Emergency in Afghanistan a seguito dei bombardamenti di questa notte in varie aree del Paese tra cui la capitale Kabul, e agli scontri al confine con il Pakistan. Il bilancio resta provvisorio.


“Fino ad ora abbiamo ricevuto nove feriti nei nostri Centri”, spiega Dejan Panic, direttore del programma di Emergency in Afghanistan. “Nella notte tre pazienti sono giunti al nostro ospedale di Kabul dall’area di Pul-e-Charkhi, zona est della capitale, e sei hanno raggiunto il nostro posto di primo soccorso a Gardez (provincia di Paktia, a sud di Kabul). Quattro di questi sono stati già trasferiti a Kabul e due arriveranno nelle prossime ore. Tre ambulanze di Emergency stanno effettuando i trasferimenti dei pazienti. Ci aspettiamo il numero di feriti possa aumentare: gli attacchi aerei si sono interrotti al momento, ma continuano gli scontri a confine nelle aree di Nangarhar, Kunar e Khost intensificatisi negli ultimi giorni”.
Dopo il 15 agosto 2021, con l’abbandono delle forze internazionali e la presa di potere da parte del governo talebano, la guerra si era formalmente conclusa, ma nei suoi Centri nel Paese Emergency ha continuato a vederne le sue conseguenze nei numerosi feriti da armi da fuoco, taglio, mine, esplosioni che affollano ogni giorno i reparti.
Prosegue Panic: “”Questo nuova escalation di violenza rischia di far ripiombare il Paese nell’incubo della guerra. Anche nel 2026 si prospetta saranno circa 21 milioni gli afgani in necessità di aiuto umanitario a causa di crisi economica, alimentare e sanitaria: un ennesimo conflitto metterebbe la popolazione in ginocchio. Chiediamo la fine immediata delle ostilità, la protezione dei civili e dialogo per la risoluzione diplomatica di un conflitto che rischia di coinvolgere l’intera regione con conseguenze imprevedibili”.
Emergency è presente in Afghanistan dal 1999 con due Centri chirurgici a Kabul e Lashkar-gah, un Centro chirurgico e pediatrico e un Centro di maternità ad Anabah, nella Valle del Panshir, e una rete di oltre 30 posti di primo soccorso e centri di salute primaria.







