venerdì 13 Marzo 2026

Per Federconsumatori la morte di Domenico non è un caso: “Criticità sistemiche all’ospedale Monaldi”

L'esposto prende il via da un’ispezione, avvenuta a seguito della morte di Pamela Dimitrova nel 2024 che aveva all’incirca la stessa età di Domenico

NAPOLI – “Le carte oggi ci confermano che avevamo ragione. Abbiamo fatto tutto il nostro dovere di associazione di tutela. Ma non è bastato. Domenico ci dice che abbiamo fallito lo stesso“. Lo ha detto Carlo Spirito, avvocato della Federconsumatori Campania Aps, che oggi, a Napoli, ha illustrato alla stampa l’esposto presentato in Procura su quanto sarebbe accaduto in questi anni all’ospedale Monaldi di Napoli riguardo i percorsi di trapiantologia.
L’esposto documenta quelle che per l’associazione dei consumatori sarebbero, spiega una nota, “gravi mancanze di vigilanza, controllo e rigore procedurale da parte delle istituzioni sanitarie competenti alle verifiche, a partire dalla Direzione generale della sanità campana”. Per Federconsumatori “sin dall’inizio non si è tenuto conto delle evidenti non conformità operative, strutturali ed organizzative, certificando con il rinnovo dell’autorizzazione la prosecuzione dell’attività trapiantologica senza il previo compimento dei necessari adeguamenti strutturali e procedurali”.

L’esposto prende il via da un’ispezione, avvenuta a seguito della morte di Pamela Dimitrova nel 2024 che aveva all’incirca la stessa età di Domenico. “Tale ispezione del Centro nazionale Trapianti – spiega il presidente Giovanni Berritto – nasce da nostro impulso. C’è un verbale ispettivo a noi reso noto solo questo febbraio 2026, ma che ci risulta essere in possesso tanto della Direzione generale Sanità Campana che dell’Azienda ospedaliera dei Colli da tempo. Addirittura, ci sarebbe un cronoprogramma concordato con il Cnt che prevedeva la realizzazione del reparto dedicato ai trapianti entro il marzo del 2025, deadline chiaramente disattesa”.
Per i legali dell’associazione le criticità partono “dall’assenza di un reale reparto di trapiantologia pediatrica, come richiesto dal verbale del Cnt, mentre invece si è continuato ad operare pediatrici ospitati in aree della chirurgia per gli adulti non nate per l’assistenza pediatrica. C’è da spiegare il perché dell’assenza di una terapia sub-intensiva per i pazienti in uscita da terapia intensiva dopo il trapianto. C’è ancora da chiarire come mai si è proceduto all’attività di trapiantologia pediatrica nello stesso momento in cui il reparto di cardiochirurgia pediatrica era in rifacimento”.
E ancora, tra le criticità messe in risalto: “Come è possibile che non ci sia stata da parte della Regione una valutazione dei volumi di attività dei reparti, al punto tale da non avvedersi che dal 2019 al 2024 l’unità operativa a cui è stata affidata la trapiantologia pediatrica risultasse aver effettuato un solo intervento?”. E così – prosegue la nota – a ritroso fino al 2002, data in cui risulterebbe la richiesta di autorizzazione alle attività ospedaliere al Comune di Napoli della struttura, mai approvata e periodicamente prorogata senza le verifiche previste e che “quindi non poteva essere individuata come centro trapianto in assenza di accreditamento Ssn regolare e rinnovato”.

“Quello che possiamo dire oggi, in attesa che sia fatta piena chiarezza, – sottolinea Berritto – è che non si può derubricare a fatalità la morte di Domenico dopo quello che abbiamo ricostruito con fatica in questi anni. Siamo testimoni di un’azione istituzionale e burocratica che agirebbe in sfregio ai normali iter, facendosi beffa delle più elementari norme a tutela dei cittadini, e offrendo la tremenda impressione di un sistema che si sente superiore alle regole e le declina a suo piacimento. Un sistema che appare compromesso nell’insieme, e che mostra quanto la responsabilità sia condivisa su più livelli, sebbene con diversi livelli di gravità. Chiedere giustizia in questo caso vuol dire riparare questa stortura e restituire a tutti, specialmente ai più piccoli e vulnerabili di noi, il sacrosanto diritto – conclude – alla salute”.

FEDERCONSUMATORI CAMPANIA: “MORTE DOMENICO PER CRITICITÀ NON EPISODICA”

Un “nesso tra carenze strutturali, organizzative ed eventi letali in ambito pediatrico può indurre questo esponente a pensare che il decesso del piccolo Domenico Caliendo non sia evento isolato, ma qualcosa di sistemico derivante dalle innumerevoli criticità di cui è affetta la struttura ospedaliera del Monaldi”. È uno dei passaggi dell’esposto che Federconsumatori Campania ha presentato alla Procura di Napoli in cui si evidenziano “le gravi criticità circa la messa a norma e in sicurezza del centro trapianti” dell’ospedale Monaldi di Napoli “che avrebbero interessato l’intero percorso di trapiantologia pediatrica”.

“Assume ulteriore rilievo – un altro passaggio del documento – il fatto che, secondo quanto rappresentato dall’esponente, nel corso degli anni si sarebbero verificati ulteriori decessi di pazienti pediatrici sottoposti a trattamenti nell’ambito del medesimo programma trapiantologico, circostanza che, ove confermata, potrebbe configurare la presenza di una criticità sistemica e non episodica“.

La richiesta di Federconsumatori, dunque, è quella di “accertare se le condizioni strutturali, organizzative e logistiche esistenti al momento degli eventi fossero pienamente conformi ai requisiti previsti dalla normativa vigente; se eventuali carenze abbiano determinato una riduzione dei livelli di sicurezza assistenziale; se sussista un nesso causale o concausale tra le condizioni operative del Centro e gli eventi letali verificatisi; se i protocolli clinici e assistenziali siano stati correttamente applicati; se siano state adeguatamente valutate e gestite le specifiche esigenze della popolazione pediatrica trapiantata, particolarmente vulnerabile sotto il profilo infettivo e assistenziale”.

In conclusione, “la presenza, nel tempo, di più eventi avversi o letali in ambito pediatrico, ove confermata, potrebbe configurare – rimarca l’associazione nell’esposto – un indicatore di criticità sistemica meritevole di approfondimento investigativo, anche ai fini della valutazione della prevedibilità e prevenibilità del rischio, elementi centrali nella ricostruzione della responsabilità colposa”.

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