BOLZANO – Era già successo pochi giorni fa, sempre nella zona di Bolzano, dove forse la ‘moda’ si è diffusa tra ragazzini: quella di stampare armi autoprodotte con delle stampanti in 3D. Se pochi giorni fa, a Bressanone, i Carabinieri avevano scoperto due teenager (uno di 13 e uno di 15 anni) che si fabbricavano in casa tirapugni in plastica rigida, oggi emerge un altro caso: quello di due studenti di una scuola media nel territorio di Bolzano che, durante l’orario delle lezioni, sono stati trovati in possesso di pseudo coltellini, ovvero “manufatti riconducibili a lame””, scrivono i Carabinieri. I due studenti, che e li avevano a scuola, hanno meno di 14 anni e quindi non sono imputabili. Sono stati però segnalati alla Procura di minori. Nella nota in cui raccontano l’episodio, i Carabinieri fanno riferimento poi a un terzo caso, quello di un coltello a scatto in materiale plastico, che è stato trovato in mano a un ragazzo in un altro istituto scolastico del territorio: a casa, poi, sono stati trovati una stampante 3D e ulteriori oggetti analoghi realizzati in polimeri.
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Quando i pseudo coltelli sono spuntati fuori a scuola, il personale docente e la dirigenza scolastica, che avevano immediatamente individuato e messo in sicurezza gli oggetti, li consegnavano ai Carabinieri intervenuti. Gli accertamenti svolti nell’immediatezza consentivano di appurare che si trattava di due lame in materiale polimerico rigido, verosimilmente realizzate mediante stampante 3D, della lunghezza di circa 10 cm (18 cm complessivi), nonché di un accessorio per l’alloggiamento con aggancio magnetico. Il materiale veniva sottoposto a sequestro ai sensi dell’art. 354 c.p.p. e posto a disposizione dell’Autorità
Giudiziaria minorile.
Dalle prime verifiche emergeva che uno dei due minori avrebbe curato la progettazione delle lame,
mentre il secondo avrebbe provveduto alla loro materiale realizzazione mediante l’utilizzo di una
stampante 3D di cui aveva la disponibilità. Entrambi i minori, pur non imputabili in ragione
dell’età, venivano segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per le
ipotesi di fabbricazione e detenzione di oggetti atti ad offendere. Gli stessi venivano affidati ai
rispettivi esercenti la responsabilità genitoriale, tempestivamente informati e intervenuti sul posto. La stampante 3D veniva sottoposta a sequestro su disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’episodio si inserisce in un più ampio contesto di attenzione investigativa già avviata nelle scorse settimane, a seguito del rinvenimento, in altro istituto del territorio, di un coltello a scatto in materiale plastico e del successivo sequestro, presso un’abitazione, di una stampante 3D e di ulteriori oggetti analoghi realizzati in polimeri. In quel procedimento un minore era stato deferito all’Autorità Giudiziaria per i Minorenni per reati connessi alla fabbricazione e detenzione di oggetti atti ad offendere.
Anche in questa circostanza, determinante è risultata la tempestiva segnalazione del personale
scolastico e la collaborazione dei familiari, che ha consentito un intervento immediato e la messa in
sicurezza dei manufatti, evitando possibili conseguenze più gravi. Le verifiche proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, al fine di ricostruire compiutamente la provenienza, le modalità di progettazione e i processi di realizzazione degli oggetti.
L’Arma dei Carabinieri ribadisce l’importanza della sinergia tra scuola, famiglie e istituzioni quale
fondamentale strumento di prevenzione e tutela dei minori.







