Vaccini, Prodi: “La Ue doveva battere i pugni con Big Pharma”

romano prodi
Il Professore: "Noi siamo rimasti evidentemente in condizioni di difficoltà dovute al fatto che ogni produttore ha favorito il suo governo"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Nessuno dei grandi produttori europei è arrivato a fare il vaccino. È una cosa abbastanza strana, perché il ‘dio’ dei vaccini è l’Istituto Pasteur. I produttori sono extracomunitari e può darsi che abbiano favorito i loro governi. Noi siamo rimasti evidentemente in condizioni di difficoltà dovute al fatto che ogni produttore ha favorito il suo governo”. Lo ha detto Romano Prodi intervenendo all’incontro su “Democrazia e futuro dell’Europa: lo stato delle cose”, organizzato dalla scuola di formazione per “Architetti della Politica” PolìMiNa (“Politica Milano-Napoli”).

LEGGI ANCHE: A San Marino arriva il vaccino russo Sputnik: “Evidenze scientifiche positive, funziona”

“Io rimprovero la Commissione europea: per problemi di questo genere bisognava picchiare i pugni sul tavolo e dire ‘signori qui non c’e’ proprietà intellettuale che tenga, tutti hanno il diritto di utilizzare la ricerca altrui’. Poi si sarebbero eventualmente fatti i conti. Abbiamo bisogno di una disponibilità enorme del vaccino, non avremo problemi di sovrapproduzione. Se non cambia la musica è un vero disastro. Spero che l’Ema autorizzi tutti quelli che vanno bene, poco importa che siano americani o russi”

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»