Monitor Italia: sale il consenso per Berlusconi e Meloni, il Pd affonda

NICOLA ZINGARETTI
Il sondaggio Dire-Tecnè evidenzia anche un aumento della fiducia per Fratelli d'Italia, mentre il Partito democratico viene bollato come "subalterno"
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ROMA – La maggior parte degli italiani ha fiducia nel governo Draghi (57,6%) ma il consenso è in calo (-1,4%) rispetto a sette giorni fa. Lo rileva Monitor Italia, il sondaggio realizzato da Tecnè con Agenzia Dire, effettuato con interviste il 26 febbraio 2021 su un campione di mille casi.

BERLUSCONI E MELONI SALGONO NEL CONSENSO, GIÙ DRAGHI

Passi in avanti di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni nel consenso tra i leader di partito: rispettivamente +0,6% e +0,5% negli ultimi sette giorni, un dato che consolida la leader di Fratelli d’Italia col 39,8% complessivo al secondo posto dietro Mario Draghi (60,8% totale, -0,6% nell’ultima settimana), e il Cavaliere al quarto posto col 27%. Stabile Matteo Salvini, terzo al 33%. Quindi Speranza, quinto, col 24,8%. Seguono Zingaretti (+0,2%) al 22,8%, Bonino 21,7% (stabile), Calenda 17,5% e Renzi 11,4%. Tra tutti i leader, Draghi è quello che accusa la flessione più grande.

LEGA E PD IN CALO, CRESCE FDI

Lega e PD in calo, incremento per Fratelli d’Italia, sostanzialmente stabili gli altri. Questo il borsino del consenso ai partiti degli ultimi sette giorni. Lega sempre primo partito col 23,6% ma perde 0,2% rispetto ad una settimana. Peggio ancora fa il PD, -0,3%, ora al 19%. Terzo Fratelli d’Italia (+0,2), ora al 17,6%. Quindi piccoli spostamenti per il M5S al 13,2% e Forza Italia al 10,6%. Seguono Azione 3,4%, Sinistra 3,2%, Italia Viva 2,7%, +Europa 2,1%, Verdi 1,6%.

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PER 30% SUOI ELETTORI PD HA PERSO IDENTITÀ

Il Pd ha perso identità e non rappresenta più i lavoratori e le classi più fragili. Lo pensa un elettore su tre (30%) del Partito Democratico, una percentuale che si allarga al 62% tra gli elettori di M5s, Azione, Articolo Uno, Italia Viva, Sinistra e Verdi. Crede che invece rappresenti i valori e la cultura riformista e progressista il 65% degli elettori PD, dato che si abbassa al 30% per coloro che hanno votato per gli altri partiti del centrosinistra.

DIVISIONI PD SEGNO DI DEBOLEZZA PER 34% SUOI ELETTORI

Le divisioni all’interno del PD rappresentano un segno positivo di pluralità e democrazia interna. A crederlo il 58% degli elettori del Partito Democratico ma il dato scende al 28% tra coloro che invece hanno votato per M5s, Azione, Articolo Uno, Italia Viva, Sinistra e Verdi. Sono divisioni che manifestano individualismo e debolezza della leadership invece per il 34% degli elettori PD e per il 64% dei possibili alleati.

PD SARÀ SUBALTERNO PER OLTRE 60% ALLEATI

Un terzo degli elettori PD (32%) teme che il Partito Democratico avrà nel prossimo anno un ruolo subalterno, la percentuale sale al 63% tra coloro che invece hanno votato per M5s, Azione, Articolo Uno, Italia Viva, Sinistra e Verdi. Il 64% degli elettori PD si dice invece ottimista e crede in un ruolo da protagonista del partito di Zingaretti, ipotesi sposata solo dal 29% dei possibili alleati. Un dato, questo, che allontana l’ipotesi di un PD a guida della coalizione, a maggior ragione se in questo schieramento dovesse entrare Giuseppe Conte.

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