Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Per la campagna elettorale in Iran spunta la regina Elisabetta ‘cammello’

ROMA - Il 'Telegraph' ha riportato l'immagine di
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

regina_elisabetta_cammello

ROMA – Il ‘Telegraph’ ha riportato l’immagine di un manifesto affisso durante la campagna elettorale in Iran – che ha preceduto il voto di venerdì- raffigurante un cammello ‘travestito’ da Regina Elisabetta. Sopra il fotomontaggio lo slogan: “l’Inghilterra vuole immischiarsi nelle elezioni iraniane”.

Il cartellone e’ stato collocato in un posto non casuale della capitale Teheran, ossia su Ferdowsi Street, qualche isolato prima dell’ambasciata britannica, per iniziativa dei fautori del ‘complotto di Londra’. Questo e’ scoppiato dopo che, nei giorni scorsi, la Bbc ha pubblicato un articolo nel quale paventava la sconfitta di tre specifici candidati ultra-conservatori all’Assemblea degli Esperti, la cui composizione gli iraniani sono stati chiamati a scegliere assieme a quella del Parlamento.

La tesi del ‘sabotaggio internazionale’ e’ stata paventata anche dalla Suprema Guida ancora in carica, l’Ayatollah Ali Khamenei: “l’Iran ha dei nemici” ha dichiarato, tuttavia “l’affluenza alle urne sara’ cosi’ alta da farli rimanere delusi”. La gente, ha aggiunto, “dovra’ stare attenta, votando con gli occhi ben aperti e con saggezza”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»