Your monthly usage limit has been reached. Please upgrade your Subscription Plan.

Italia
°C

Minori, alcol è la nuova droga: a 16 anni già in ospedale

Ecco i risultati del nuovo studio condotto dall'Osservatorio epidemiologico dell'Ausl di Bologna, pubblicato sulla Rivista italiana di medicina dell'adolescenza
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

giovani_ festa_ alcol

BOLOGNA – E’ forse l’alcol la vera nuova droga di cui fanno sempre più uso i minorenni a Bologna. E sono soprattutto i ragazzi nati all’estero ad avere i comportamenti più a rischio. Sono i risultati del nuovo studio condotto dal sociologo Raimondo Pavarin dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ausl di Bologna, pubblicato a fine 2015 sulla Rivista italiana di medicina dell’adolescenza e presentato mercoledì scorso a un incontro pubblico organizzato dall’Istituto Minguzzi.

La ricerca riporta i dati degli accessi ai Pronto soccorso dell’area metropolitana di Bologna tra il 2009 e il 2014 di ragazzi tra i 12 e i 17 anni, per problemi collegati al consumo di alcol: si parla di 391 minorenni, sui 69.672 che si sono rivolti a un Pronto soccorso in questi sei anni. Nel 37% dei casi sono femmine, il 22% sono identificati come non nativi. In media si parla di 6,6 accessi al Ps dovuti all’alcol ogni mille, con un trend in aumento soprattutto tra i maschi (dai sei su mille del 2009 ai quasi nove del 2014) e per i ragazzi non nativi (dai sette del 2009 ai 16 del 2014).

L’età media è 16 anni, ma nel 18% dei casi si tratta di ragazzini con meno di 15 anni. La maggior parte arriva di notte (65%) e nel weekend (52%), ma non mancano i ragazzi trasportati in ambulanza (26%) e gli accessi coatti (14%) da parte delle Forze dell’ordine. Nell’11,5% dei casi oltre all’alcol viene riscontrato anche l’uso di sostanze illegali, nel 5% cannabis e nel 4% psicofarmaci. Nella maggior parte dei casi al ragazzo viene assegnato un codice verde (60%), un quarto va in codice giallo. Solo il 2% ha un codice rosso. Per il 13% viene riscontrata un’intossicazione acuta, il 2% va in coma etilico, il 2,6% in overdose. Il 7% presenta anche cadute accidentali. Da notare che il 2,6% se ne va rifiutando ogni trattamento.

Nel tempo, segnala Pavarin nel suo studio, “sono in aumento il numero di accessi (98 nel biennio 2009-2010, 131 nel 2011-2012, 162 nel 2013-2014) e la quota di soggetti che rifiutano il trattamento proposto: erano l’1% nel 2009-2010, sono stati il 3,7% nel periodo 2013-2014. Per quanto riguarda le differenze di genere, tra le femmine si osserva “un’età mediamente più bassa, un abuso più elevato di psicofarmaci e una maggiore percentuale di soggetti che rifiutano il trattamento” in reparto. Tra i maschi invece “si rileva una quota più elevata di non-nativi, di soggetti con accessi coatti, con intossicazioni alcoliche acute e con coma etilici”. I dati, scrive Pavarin, “confermano quanto riportato nella letteratura internazionale ed evidenziano un aumento degli accessi di minorenni” ai Pronto soccorso per problemi di alcol. “La tendenza tra i più giovani a considerare l’alcol come una vera e propria sostanza psicoattiva va osservata con molta attenzione- sostiene Pavarin- soprattutto in relazione a potenziali politiche di prevenzione. Infatti, le modalità del bere giovanile si stanno differenziando da quelle degli adulti e questo mutamento in corso va esaminato all’interno dei cambiamenti più generali dei consumi alcolici e delle trasformazioni sociali in atto”. Tra l’altro, sottolinea il sociologo, “l’età media del primo consumo è più bassa per sostanze legali come alcol e tabacco, che magari trovano in casa”, rispetto all’età in cui si usano per la prima volta sostanze illegali. “In questo processo- segnala Pavarin- particolare attenzione va posta ai minori non-nativi, i quali sembrano maggiormente esposti ai rischi di problematiche alcol correlate”. I motivi del consumo? “Piacere, curiosità, relax e divertimento”, elenca Pavarin.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»