Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Sami Modiano ai ragazzi: “Attenti a chi nega e abbiate fiducia”

Modiano è tornato indietro negli anni bui del nazismo, raccontando la sua esperienza
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “E’ importante che i ragazzi sappiano quello che è successo. Il messaggio che voglio mandare loro oggi è: state attenti a chi vuole negare e abbiate fiducia nel futuro. Io non porto né odio né rancore, ma non voglio che i ragazzi di oggi vedano quanto hanno visto i miei occhi”. Lo ha detto Sami Modiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, intervistato dalla presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. Il video del loro incontro è stato pubblicato sulla pagina Facebook della Comunità e indirizzato a tutte le scuole d’Italia che non potranno partecipare a iniziative in presenza per il Giorno della Memoria.

LEGGI ANCHE: Sami Modiano, sopravvissuto a Auschwitz, si vaccina contro il Covid

Modiano è tornato indietro negli anni bui del nazismo, raccontando la sua esperienza. “Noi sopravvissuti dopo la tragedia ci siamo chiusi, non volevamo parlare di quello che ci era successo- ha spiegato Modiano- Poi, piano piano, ci siamo aperti perché il mondo doveva sapere quello che era successo. Il primo passo lo ha fatto Primo Levi. Io sono stato uno degli ultimi, perché non credevo che le persone mi avrebbero creduto. Non c’è una definzione per spiegare quello che avevano visto i miei occhi. Allora preferivo non parlare. Sono state le insistenze della Comunità ebraica di Roma a farmi capire che era importante anche la mia parola”.
Nel 2005 sono tornato in quella che io chiamo la fabbrica della morte– ha continuato Modiano- Ci sono andato ma non credevo di ottenere un riscontro positivo da parte dei ragazzi che ci avevano accompagnato. Invece mi sbagliavo, perché ho visto nei loro occhi le lacrime, il dolore, e questo mi ha fatto capire che anche io dovevo fare la mia parte. Da quel momento ho giurato alle persone che sono state uccise che le avrei ricordate. E’ stata la mia missione e finché Dio mi darà la forza io non mi fermerò”.

LEGGI ANCHE: “Quel giorno ho capito che non avrei mai potuto uccidere”, Segre ricorda

Modiano è quindi intervenuto sull’annosa questione del negozionismo. “Chi nega l’Olocausto ci addolora molto, perché negare l’evidenza è una cosa tremenda– ha sottolineato-. La cosa peggiore è che certi pensieri non arrivano da persone ignoranti a cui non daremmo importanza, ma da persone di grande cultura. Questo è pericoloso e mi ricorda che la Germania all’epoca era considerato un popolo di grande cultura. Quindi bisogna stare attenti e far capire ai ragazzi quando sentono certe dichiarazioni, o leggono certe scritte sui muri, che non devono seguirle. Noi non possiamo cambiare il mondo, ma cerchiamo di spiegarlo e di stare attenti“.
Infine Modiano ha voluto lasciare un messaggio anche sul momento che stiamo vivendo oggi: “I ragazzi devono capire che anche questo virus passerà. Torneremo di nuovo ad abbracciarci come una volta, ma bisogna avere speranza e non essere pessimisti. Ci vuole ottimismo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»