Congo, Guerra (Oms): “Anche i medici nel mirino dei ribelli”

Direttore generale aggiunto sulla campagna contro ebola
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ROMA – “I nuovi casi di ebola sono pochi ma c’e’ il problema dell’insicurezza: gruppi armati fuori controllo minacciano anche gli operatori medici e non sono riportabili a una logica di negoziato”. Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), parla con l’agenzia Dire di ritorno da una missione nella Repubblica democratica del Congo.

In primo piano, negli incontri con rappresentanti del governo, responsabili e referenti locali dell’Oms, il contrasto all’epidemia cominciata nel 2018 nelle province orientali di Nord Kivu, Ituri e Sud Kivu. Secondo un bollettino dell’Oms, al 14 gennaio i casi di contagio accertati erano 3.288 e i decessi almeno 2.236.

“Nelle tre province sono state dislocate alcune migliaia di operatori formati con l’obiettivo di interrompere la trasmissione del virus” sottolinea Guerra. “Il problema principale oggi e’ l’insicurezza, perche’ alcuni punti sono pattugliati da gruppi armati fuori controllo non riportabili a una logica negoziale e le zone di confine sono comunque difficilmente gestibili a causa dei movimenti di popolazione”.

Secondo stime rilanciate dal progetto Kivu Security Tracker, al culmine di un’offensiva dell’esercito tra il 30 ottobre e il 16 dicembre scorsi ribelli delle Forze democratiche alleate ugandesi (Adf) hanno ucciso nell’area di Beni almeno 206 civili.
Nella stessa citta’, stando a una denuncia rilanciata in questi giorni da Amnesty International, forze congolesi e dell’Onu hanno colpito a morte dieci manifestanti che denunciavano insicurezza diffusa e violenze dei gruppi armati.

Secondo Guerra, ancora di recente si sono verificati attacchi contro operatori sanitari o peacekeeper delle Nazioni Unite. Nel complesso, nonostante il numero dei casi di contagio appaia “stabile”, la situazione sarebbe segnata ancora da “una elevata vulnerabilita’”.

Il direttore parla di sfide e, allo stesso tempo, di opportunita’. “E’ fondamentale – sottolinea Guerra – la transizione di tutto cio’ che e’ stato fatto nelle tre province in termini di personale formato, di laboratori equipaggiati, di strumentazione, veicoli e logistica da una situazione di emergenza a un’altra di stabilita’ e permanenza del servizio”.

Questo passaggio dovrebbe essere al centro di una conferenza in programma a Kinshasa a meta’ febbraio. “Sara’ dedicata – anticipa Guerra – anzitutto allo sviluppo del progetto di copertura sanitaria universale presentato dal capo dello Stato Felix Tshisekedi e alla transizione degli asset resi disponibili per far fronte all’epidemia in qualcosa che abbia una logica e un respiro piu’ ampio”.

Tra gli impegni dell’Oms c’e’ la collaborazione con il governo congolese per la messa a punto di una road map sia a livello nazionale che provinciale. “Questo Paese, esteso come l’Europa occidentale, ha una demografia particolare” evidenzia Guerra.
“Sul piano sanitario non c’e’ solo ebola ma anche il morbillo: e’ in corso la peggiore epidemia degli ultimi 50 anni, che ha gia’ provocato oltre 6.500 morti, in grande maggioranza bambini”.

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27 Gennaio 2020
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