ROMA – Dialogo con sindaci e territori, tutela si, ma anche valorizzazione e sviluppo e quindi semplificazione di nulla osta e pareri di conformità. Sono alcune delle novità e delle linee guida della governance del Ente Parco Castelli Romani a guida Ivan Boccali che prima ne è stato commissario e ora ne è presidente da ottobre 2025. “Le idee- ha spiegato intervistato dalla Dire- sono tante e la mia prima mission è restituire all’ente parco un ruolo di centralità nell’agenda di governo del territorio e costruire una rete di rapporti”. Innegabile, secondo Boccali, che prima “l’Ente Parco fosse considerato quasi un ostacolo allo sviluppo, c’erano forti contrapposizioni che abbiamo cercato di sbloccare. L’interesse comune è sviluppare e fare tutela, ma anche promuovere”. E la prima “piccola rivoluzione” portata dal neo presidente è stata quella di “togliere il nulla osta per le opere non essenziali“, mentre prima “l’Ente doveva dare parere sulle richieste delle opere interne all’interno delle abitazioni e questo determinava ingolfamento delle pratiche o il fatto che spesso i cittadini alla fine non lo dicessero”.
SBLOCCATO IL PARERE DI CONFORMITÀ
Altro cambiamento: “Abbiamo sbloccato– ha ricordato Boccali- il parere di conformità su cui l’Ente Parco può esprimersi sulle opere in variante quindi daremo la possibilita’ di sanare varianti in corso d’opera”. Un altro cardine resta la lotta ai rifiuti e la sensibilizzazione dei cittadini sul tema. “Abbiamo il progetto di Cittadinanzattiva“, spiega il presidente ricordando il lavoro congiunto con i sindaci e l’aiuto delle associazioni Fare Verde, Legambiente Monte Artemisio. E proprio con i sindaci e vari attori del territorio viene firmato un Protocollo sull’emergenza idrica, tema complesso non certo solo del Lazio, che fa soffrire i laghi della Regione. “Registriamo un abbassamento dei nostri laghi e questo incide sulla balneazione e sull’ ecosistema. Il lago di Albano soffre, ma anche Bracciano. La mia idea e del direttore Francesco Ciferri è stata quella di mettere insieme tante diverse competenze nelle aree protette per fare monitoraggi, studi, ricerche, divulgazione e ricerca di soluzioni. È l’inizio di un percorso condiviso“.
BOCCALI: QUALCUNO VORREBBE METTERE UNA TECA SOPRA LE BELLEZZE NATURALISTICHE
Dunque dialogo al posto di contrapposizioni e alle critiche di un certo ambientalismo alla gestione Boccali il presidente risponde: “Qualcuno vorrebbe mettere una teca sopra le bellezze naturalistiche, invece vanno vissute e rese fruibili. Non entriamo forse a visitare il Colosseo? Far conoscere la bellezza è il nostro compito e sanzionare ovviamente chi non rispetta l’ambiente, che io, anzi, preferisco chiamare natura. Gli ambientalisti– conclude con una battuta- non siano feticisti della natura“.




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