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Ambiente, Costa: “Chi inquina paghi come un mafioso”

Afragola, il ministro dell'Ambiente intervistato a margine della presentazione di MIA un'associazione di donne vittime di violenza
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AFRAGOLA – “Chi inquina sta aggredendo non solo il territorio ma il nostro futuro, la salute nostra, dei nostri figli e nipoti. A me piacerebbe che chi inquina pagasse al pari di un mafioso”. E’ la proposta lanciata dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine della presentazione di MIA, un’associazione di donne vittime di violenza che commercializzera’ i prodotti della masseria Ferraioli, bene confiscato di Afragola (Napoli). Il titolare dell’Ambiente si riferisce a una nuova norma che potrebbe essere introdotta nella legge Terra Mia “che depositeremo a fine gennaio”, conferma Costa.

In particolare, il ministro chiede che, oltre al previsto Daspo, si estenda a chi commette reati ambientali “l’inversione dell’onere della prova” come previsto dalla legge Falcone e Borsellino sull’associazione mafiosa. “Nella legge – aggiunge Costa – ho chiesto che venga inserita la norma del sequestro allargato perche’ chi inquina deve dimostrare che il patrimonio che possiede e’ tutto trasparente e lecito. Altrimenti questo patrimonio, che si tratti di terreni o fondi bancari, deve diventare patrimonio del cittadino”. Cioe’, si apre alla possibilita’ di una confisca allargata, oggi prevista solo per i reati di mafia, anche per quelli ambientali.

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