Ostia, ancora spari nella notte: “E’ in corso una guerra tra Spada e Fasciani”

ROMA - Si continua a sparare a
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ROMA – Si continua a sparare a Ostia. A tre giorni di distanza dalla gambizzazione del nipote di Fasciani, ieri sera sono stati esplosi cinque colpi di pistola in via Forni, quartier generale degli Spada, dove ha sede la palestra di Roberto Spada, in carcere per l’aggressione al giornalista del programma ‘Nemo’ di Rai2.

Immediato l’intervento delle forze dell’ordine con una maxi operazione durata fino a notte. Stando a quanto ricostruito, i colpi sarebbero stati esplosi contro la porta dell’abitazione di Silvano Spada.

Commenta quanto sta accadendo  il leader dei Verdi Angelo Bonelli, già bandiera delle battaglie per la legalità sul litorale romano e che, per questo, ha ricevuto numerose minacce dagli stessi clan di Ostia.

“Non vi è alcun dubbio- spiega Bonelli- che è in corso una guerra tra il clan degli Spada e quello dei Fasciani che controllano il traffico di stupefacenti, usura, estorsione, attività economiche e le case popolari di nuova Ostia. Tutto ciò accade nonostante il commissariamento per Mafia, l’attenzione mediatica che Ostia ha avuto in queste settimane e le manifestazioni contro la mafia. Le gambizzazioni e le sparatorie sono un messaggio non solo tra i clan ma principalmente allo Stato, un messaggio chiaro e netto che dice: ‘qui comandiamo noi'”.

Lo Stato, “in tutte le sue articolazioni”, continua il leader dei Verdi, “deve dare subito ed in modo permanente tre risposte: la prima con il ministro degli Interni inviando ad Ostia reparti speciali anticrimine dei carabinieri, della guardia di finanza e della polizia di Stato per svolgere funzioni di indagine e repressione a servizio dell’autorità giudiziaria. La seconda va ripristinata la legalità in quelle zone dove l’abusivismo commerciale, la gestione di spazi pubblici e delle case popolari è in mano alle organizzazioni criminali. La terza è far funzionare la pubblica amministrazione che deve garantire i servizi togliendo dal degrado urbano il territorio e rafforzando la polizia municipale”.

Se non ci saranno queste immediate risposte, “Ostia rischia di continuare ad essere dominio incontrastato della mafia autoctona con le drammatiche conseguenze che possiamo immaginare sul piano scialle, economico e della sicurezza”, conclude Bonelli.

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