Assobiomedica denuncia: “In Italia le apparecchiature di diagnostica per immagini sono vetuste”

"Un trend probabilmente riconducibile alle massicce iniziative di revisione della spesa e ai ridotti investimenti regionali in moderne apparecchiature elettromedicali"
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ospedaleROMA – “Razionalizzazione e contenimento della spesa in sanita’ non sono concetti in contrasto con l’innovazione e l’adozione di moderne tecnologie; questo per effetto del miglioramento di efficienza ed efficacia che esse portano nella pratica clinica e a livello di modello organizzativo. Al contrario, la riduzione degli investimenti rappresenta una barriera fortissima all’accesso all’innovazione di qualita’, con una pericolosa deriva verso acquisti massificati al massimo ribasso, che sta posizionando il nostro Paese nella fascia bassa dell’Europa a 15 in quanto a qualita’ delle prestazioni sanitarie. Da un’analisi del Centro studi Assobiomedica sulle apparecchiature di Diagnostica per immagini emerge una grave situazione di invecchiamento del parco installato in Italia sia rispetto ad altri Paesi europei sia rispetto al recente passato”. Cosi’ Marco Campione, presidente Elettromedicali di Assobiomedica, in occasione del 10° Forum risk management.

“Un trend- continua la nota- probabilmente riconducibile alle massicce iniziative di revisione della spesa e ai ridotti investimenti regionali in moderne apparecchiature elettromedicali. Un processo di sostituzione sistematico e progressivo nel tempo delle tecnologie di diagnostica per immagini piu’ obsolete porterebbe a un’ottimizzazione dei costi in grado di ritornare dall’investimento iniziale gia’ nel breve periodo, grazie anche alla migliore gestione di utilizzo dei carichi delle equipe mediche e paramediche, nonche’ delle prestazioni eseguite in condizioni di urgenza che tecnologie piu’ evolute rendono possibile. Pertanto, gli incentivi alla sostituzione delle apparecchiature obsolete, oltre a garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie di livello, rappresentano una forma di investimento prima che un costo, per la natura stessa della spesa, una tantum e ammortizzabile nel tempo”.

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