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Educazione civica digitale, studenti protagonisti con Samsung

Da Samsung un progetto sull’inclusione e la cittadinanza digitale per le scuole di ogni ordine e grado
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MILANO – Il periodo pandemico ha evidenziato più che mai il bisogno di digitale della scuola italiana, sia in termini di competenze sia in termini di materiali e infrastrutture. Dall’inizio della crisi sanitaria, il ministero dell’Istruzione stima di avere stanziato in innovazione digitale (ossia device, infrastrutture e formazione) una cifra pari a 2 miliardi ed ha incluso l’obiettivo di adeguamento didattico e infrastrutturale nel suo atto d’indirizzo per l’anno 2022, potendo peraltro contare sulle risorse derivanti dal Pnrr (19,44 miliardi il totale dell’investimento sull’istruzione, dall’asilo all’università). Oltre all’intervento pubblico, tuttavia, anche le aziende hanno fatto e continuano a fare la loro parte per colmare il vuoto che la Dad ha reso, appunto, ancor più evidente.

L’alleanza pubblico-privato per l’alfabetizzazione digitale dei giovani, peraltro, è individuata da più parti come una via più adeguata ed efficace non solo a intervenire sul problema nella sua dimensione strettamente politica quanto a imprimere un’inversione di rotta a beneficio dell’intera comunità. Tra queste voci c’è quella di Anastasia Buda, responsabile per Samsung Italia del settore ‘Corporate Citizenship’ (un modo come un altro per definire l’ambito della responsabilità sociale delle imprese, ossia quel piano di azioni e strategie che le aziende mettono in campo con lo scopo di migliorare le condizioni generali della società).

Per Samsung, nelle parole di Buda, lo strumento per “rinsaldare i legami interni alla comunità” e “dare il nostro contributo di azienda” (leader nel settore dell’innovazione tecnologica) non può che essere un progetto sull’inclusione e la cittadinanza digitale per le scuole di ogni ordine e grado. Come racconta Buda alla Dire, ‘Solve for tomorrow’ – letteralmente ‘soluzioni per il domani’ – si prefigge proprio questo: sensibilizzare e formare studenti e docenti a un uso consapevole delle risorse digitali, “invitarli al ragionamento, al lavoro gruppo, alla creatività, all’utilizzo dell’intelligenza emotiva” perché tutti, dai più piccoli delle primarie ai grandi delle superiori, possono avere “un ruolo attivo nella società” nel trovare “soluzioni a problemi della comunità” chiedendosi, ad esempio, “come gestire meglio la raccolta differenziata perché abbia un impatto ambientale minore” grazie alla tecnologia. Ciò, appunto, a dimostrazione di un’idea che sostanzia il progetto stesso; come sintetizza Buda, infatti, “la tecnologia, se correttamente utilizzata, può diventare un facilitatore indipendentemente dalla professione che andrai a fare”.

Con training diversificati per età, esercitazioni e lezioni teoriche caricate sulla piattaforma online ‘Brickslab’ (di cui la parte per le scuole superiore sviluppata da Samsung con Randstad), gli istituti scolastici avranno tempo da ottobre a marzo per frequentare i corsi, sostenere un piccolo test finale e ricevere una sorta di diploma; infine, in un’ultimissima fase (ma solo per i più grandi) metteranno a punto un vero e proprio ‘project work’ in stile aziendale che Samsung selezionerà per una finale gara di idee (in gergo tecnico ‘hackathon’). Idee che, garantisce Buda alla Dire, saranno perfezionate con il sostegno dei dipendenti Samsung per essere il più possibile “sostenibili” nella duplice accezione di “durata e attenzione al bene comune”. Un modo, inoltre, per mettere in gioco se stessi in un lavoro di gruppo, alla scoperta delle proprie attitudini e abilità, dal pensiero creativo al public speaking.

Bambini e docenti delle primarie, invece, si cimenteranno nella lettura di ‘Ettore e il Labirinto del Vegotauro’. Il racconto, scritto da Francesca Petrucci e illustrato da Sara Franci, è ispirato al mito greco del Minotauro ed è realizzato da Samsung in collaborazione con la casa editrice specializzata in narrativa scolastica Pacini Editore. Le classi, quindi, dapprima faranno la conoscenza dei protagonisti del racconto, speciali guide che aiuteranno i bambini a districarsi nel labirinto della cittadinanza digitale. In un secondo momento, poi, finiranno la storia inventandone gli sviluppi.

Da quasi un decennio Samsung investe in iniziative di responsabilità sociale che ruotano intorno al tema dell’inclusione digitale. “Siamo cittadini anche nella vita virtuale” chiosa Buda a rimarcare così l’importanza che le aziende siano alleate delle scuole nell’accompagnare studenti e studentesse verso il mondo del lavoro: “Il nostro obiettivo è proprio supportare i docenti” e gli istituti in generale “in questa direzione” perciò da Samsung si augurano che ‘Solve for tomorrow’ possa diventare “argomento di lezione in classe e tema diluito nel programma scolastico”.

L’iniziativa rientra nel protocollo di intesa siglato da Samsung Electronics Italia 2019 con il ministero dell’Istruzione al fine di sostenere tra gli studenti la diffusione di competenze digitali e trasversali, in linea con gli obiettivi formativi dell’educazione civica ma anche con gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite che si propongono di promuovere un’istruzione di qualità per tutti.

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