Pubblica amministrazione e digitale, esperti a confronto sulle linee guida AgID: “Serve un cambio culturale”

Si è parlato del presente e del futuro durante il webinar promosso e organizzato dall’ANORC in collaborazione con l’agenzia stampa Dire
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ROMA – Serve un cambio culturale per accompagnare la trasformazione digitale nella Pubblica amministrazione. Si è parlato del presente, rappresentato dalle Linee guida di AgID, e del futuro, interconnesso in modo multidisciplinare con diverse figure professionali quali gli archivisti, i giuristi, gli informatici e i manager dell’innovazione, durante il webinar promosso e organizzato dall’Associazione Nazionale Operatori e Responsabili della Custodia di contenuti digitali (ANORC) in collaborazione con l’agenzia stampa Dire. “Un appuntamento che ha fatto da ‘prequel’, insieme ad altri che seguiranno, al DIG.Eat 2021– ha spiegato Alessandro Selam, direttore di ANORC- oltretutto, ha rappresentato una prima occasione di confronto tra gli attori principali” di questo processo: AgID, Siav, (una delle aziende associate ad ANORC e che si occupa di digitalizzazione documentale in favore di PA e privati), Presidenza del Consiglio dei ministri, ANAI (l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana), ANORC e Poligrafico dello Stato

“Un webinar- ha detto il presidente di ANORC Professioni, Andrea Lisi– per spiegare qual è stato il lavoro condotto dall’Italia, in coordinamento con l’Europa, per la produzione delle nuove Linee Guida sulla conservazione documentale dell’AgID. Il ruolo dei dati e dei documenti informatici è centrale, per questa ragione definire nuovi strumenti organizzativi e tecnologici, che possano garantire i nostri archivi digitali nonostante la ‘scomparsa’ del sistema di accreditamento dei conservatori, ovvero le strutture di conservazione dei documenti digitali, rappresenta un processo da seguire con la massima attenzione. AgID monitorerà la ‘scomparsa’ dall’ordinamento nazionale dell’accreditamento dei conservatori, frutto di un ottimo lavoro di equipe presieduto da Patrizia Gentili, responsabile del Servizio documentale per l’Area della trasformazione digitale AgID”. 

Il punto di vista dei conservatori è stato portati avanti grazie al prezioso intervento di Daniela Perrone, business consultant manager per Siav, la quale ha evidenziato le caratteristiche delle figure che lavorano per la gestione documentale della PA: “Raccontare la trasformazione digitale dell’Italia significa anche definire la figura che si occupa della conservazione del documento: un tempo era il tecnologo, ora è figura strategica con competenze molto ampie: archivistiche, organizzative, giuridiche, tecnologiche”.

In merito alle nuove Linee Guida, l’intervento di Patrizia Gentili di AgID ha aiutato a creare un focus sull’importanza del lavoro svolto con la Commissione europea anche in merito alla ‘scomparsa’ dell’accreditamento dei conservatori: “I documenti della Pubblica amministrazione sono beni culturali, ma al tempo stesso in Europa deve esserci la piena e libera circolazione dei dati e per questo, decaduto l’accreditamento, abbiamo accolto l’osservazione della Commissione e definito un ruolo di ‘monitoraggio’ da parte di AgID del ruolo dei conservatori che offriranno in outsourcing servizi di conservazione in favore di PA”.

L’intervento di Michele Melchionda, responsabile della transizione al digitale per la Presidenza del Consiglio dei ministri, ha riportato l’attenzione sulla necessità di non cadere nella trappola dei procedimenti: “La PA spesso è più concentrata sui procedimenti anziché sui processi e questo non è questione di digitalizzazione, ma di organizzazione. La PA tende a essere documento-centrica, ma ha il gap culturale di non comprendere in pieno cos’è un documento informatico nelle sue varie correlazioni, pur avendo le competenze per trasformare se stessa. Quindi suggerisco di sottrarci dal ragionamento dell’adempimento, serve la conoscenza della trasformazione, essere accompagnati in un percorso”. Anche per la presidente di ANAI, Micaela Procaccia, il lavoro degli archivi è fondamentale, così come le figure che vi lavorano: “Non si tratta solo di documenti, ma di relazioni tra quei documenti, la conoscenza a cui dobbiamo accompagnare la PA si può fare sviscerando la complessità del concetto di documento archivistico come bene culturale”. 

A supporto della comprensione di questo processo, l’intervento di Raffaele Zappa, direttore Amministrazione, Finanza e Controllo e responsabile della Conservazione presso l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato: “Abbiamo lavorato a lungo sul concetto di superamento della carta e abbiamo lavorato creando un sistema più organico, perché la trasformazione è innanzitutto un fatto culturale”. Infine, a supporto con i suoi interventi ‘tecnici’ in risposta agli utenti che hanno seguito la diretta sul canale Facebook di ANORC, l’avvocato Luigi Foglia ha sottolineato l’importanza di legare “il concetto di documento pubblico al concetto di pubblica sicurezza nella conservazione. I dati contenuti nei documenti necessitano di sicurezza e vanno quindi considerati strategici nel nostro Sistema Paese”.

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26 Ottobre 2020
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