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Tg Sanità, edizione del 26 ottobre 2020

COVID. SPERANZA: EVITATE SPOSTAMENTI INUTILI, LOCKDOWN NON CERTO

“Lavoriamo giorno e notte per evitare il lockdown ma i numeri dei prossimi giorni non sono scritti in cielo, dipendono dalle misure. Serve porre rimedio nel più breve tempo possibile e chiedo alle persone di fare uno sforzo per evitare spostamenti inutili”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla trasmissione televisiva ‘Di martedì’ in onda su La7. “La situazione è molto seria e bisogna dire fino in fondo come stanno le cose- ha proseguito Speranza- La curva cresce e serve uno sforzo in più da parte di ciascuno. Nelle prossime ore bisogna alzare il livello di attenzione. Ci sono attività essenziali e altre che si possono spostare e rinviare”.

COVID. SPERANZA: TAMPONI RAPIDI IN FARMACIA, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE

Intanto una delle novità di cui ha parlato Speranza, nel corso di una riunione con le Regioni, è che anche in farmacia si potranno fare i tamponi rapidi. Il ministro, secondo quanto si è appreso, avrebbe annunciato l’inizio di una fase di sperimentazione: “In farmacia si fanno già i test sierologici in alcune regioni- ha detto Speranza- ora proviamo a fare una sperimentazione come sta avvenendo a Trento per effettuare gli antigenici anche in farmacia”. Il ministro si è infine detto d’accordo con le Regioni, che hanno chiesto di semplificare le procedure di tracciamento.

COVID. SILERI: TERAPIE INTENSIVE IN LENTA CRESCITA, MA ALCUNE AREE A RISCHIO

“I posti in terapia intensiva ci sono e al momento la crescita è molto lenta”. A farlo sapere è il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. “C’è tuttavia in alcune aree un impegno importante della rete ospedaliera- ha proseguito- ed è qui che bisogna rafforzare la medicina sul territorio, perché molti positivi possono essere gestiti sul territorio”. Secondo quanto riporta il ‘Corriere della Sera’, intanto, un nuovo lockdown potrebbe scattare qualora venisse superata la soglia di 2.300 pazienti in terapia intensiva. “Non so dove sia stata reperita questa informazione- ha commentato il viceministro- ma se mi chiedete quale può essere una soglia limite, direi intorno ai 2000-2500″.

EPATITE C. ASL BENEVENTO: AFFERISCE A SER.D. 70% CASI POSITIVI AD HCV

“Il progetto HAND contribuisce ad una precoce individuazione dei pazienti che afferiscono ai Ser.D. e che rappresentano circa il 70% dei casi positivi”. A farlo sapere il dottor Vincenzino Gianni Perfetto, direttore UOC Dipendenze Patologiche della Asl di Benevento, intervenuto al corso di formazione ECM sulla gestione dei tossicodipendenti con Epatite C, organizzati dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie. Intanto è “importante“ tornare a reclutare i pazienti affetti da epatite C, ha proseguito il dottor Angelo Salomone Megna, direttore della UOC Malattie Infettive dell’ospedale San Pio di Benevento, perché “l’infezione da HCV può determinare gravi conseguenze sullo stato di salute, dalla cirrosi all’epatocarcinoma, fino all’insufficienza epatica”.

EPATITE C. TOSSICOLOGA: CON TEST RAPIDI SALIVARI AUMENTATI SCREENING

I test rapidi salivari permettono di eseguire “molti più screening” sui pazienti con Epatite C. “Sono ‘bastoncini’ che il paziente si passa da solo sulla gengiva- ha spiegato la tossicologa Maria Castorina, dirigente medico al SerT di Lentini – ASP 8 Siracusa, durante la quinta tappa del progetto HAND- poi glielo facciamo immergere in un reagente e da lì scopriamo la sua positività o meno all’Hcv. Così, saltando il passaggio del prelievo, eseguiamo molti più screening”. Secondo il dottor Marco Distefano, dirigente medico della UOC Malattie Infettive – ASP 8 Siracusa, infine, la campagna di prevenzione e screening di ACE che prevede per i cittadini un test congiunto per Covid-19 ed Epatite C è una “bellissima iniziativa, perché tantissime persone possono essere finalmente screenate anche per l’epatite C e ricorrere precocemente ad un trattamento che oggi è alla portata di tutti”, ha concluso Distefano.

TUMORI. VELLA: MENO OSPEDALE E PIÙ TERRITORIO. FUTURO SSN INIZI ORA

Ridefinire l’assistenza oncologica al di fuori delle mura ospedaliere, utilizzando sempre di più le nuove tecnologie a disposizione, a beneficio della qualità di vita dei pazienti. È questo, in estrema sintesi, quanto emerso nel corso di un convegno online promosso dall’Osservatorio Sanità e Salute, in collaborazione con Cittadinanzattiva, e con il patrocinio di AIOM. Responsabile scientifico del convegno, il professor Stefano Vella, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e rappresentante italiano del Programma quadro europeo per la ricerca 2021-2027. “L’epidemia da Covid-19 ha messo in evidenza alcune mancanze della nostra organizzazione sanitaria, prima di tutto il fatto che la medicina del territorio era stata abbandonata per molto tempo”, ha detto Vella, secondo cui il “futuro del sistema sanitario sono le cure territoriali. È chiaro che non tutte le terapie oncologiche possono essere trasferite sul territorio, ma ora è necessario capire quali e in che modo”, ha concluso.

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26 Ottobre 2020
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