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Grillo come Occhetto, ma la gioiosa macchina da guerra porta sfiga

Il leader del M5s ha definito la sindaca Raggi "una macchina da guerra". Ma forse non ricorda quello che successe nel 1994...
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beppe grilloROMA – Le gioiose macchine da guerra non portano fortuna. Almeno in politica. E’ quindi da derubricare tra le sviste lessicali, di quelle da far sfregare i corni rossi di via San Gregorio a tutti i pentastellati capitolini, se fossero almeno scaramantici e napoletani, la frase pronunciata dal leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che quest’oggi, dopo un incontro con il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha definito il primo cittadino della Capitale una “macchina da guerra”.

Anche se gioiosa, visto il momento, non se l’è sentita.

A pronunciare queste nefaste parole, prima di Grillo, era stato un Achille Occhetto in versione “magnifiche sorti e progressive”. Correva l’anno 1994 e l’allora segretario del Pds, la nuova “cosa” rossa nata da pochi mesi dalle costole del Pci, definì il nuovo partito “una gioiosa macchina da guerra”. Non fu necessario aspettare a lungo per verificare la tremenda potenza iettatrice di quella frase. La malasorte fece il suo lavoro e il Pds fu letteralmente asfaltato da un ancora giovane e rampante Silvio Berlusconi.

Avviso ai naviganti: dopo l’uscita di oggi i pentastellati romani sono autorizzati a toccar ferro.

di Emiliano Pretto, giornalista professionista

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