Lav contro Pif: No all’uso dell’asino nel suo nuovo film

Lav aggiunge: Le scene nelle quali è stato utilizzato l’asino potevano essere realizzate in altra maniera
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
Foto da Facebook
Foto da Facebook

ROMA – “E’ un peccato che un bel film come ‘In guerra per amore’ di Pif, in uscita domani nelle sale, sia macchiato dallo sconsiderato utilizzo di un asino, fatto volare con il protagonista, appeso a un elicottero e poi messo su un letto, e dalla insensibilità della produzione cinematografica che, per la visione nella Commissione ministeriale di cui la Lav fa parte, non ha sentito l’esigenza di farne alcun cenno né tanto meno ha fornito un certificato veterinario di parte”. Così la Lav che ieri al Dipartimento Cinema del Ministero dei Beni Culturali ha visto non accettata la richiesta della propria componente animalista, nella Commissione di revisione cinematografica, di votare un taglio delle scene realizzate con l’asino, “non per amore di una insensata censura, ma come esempio per scoraggiare l’utilizzo di animali nelle riprese dove gli animali sono o selvatici e ammaestrati a forza o, pur domestici, vengono costretti a comportamenti innaturali.

Peraltro le scene nelle quali è stato utilizzato l’asino, affittato da un noto circolo ippico palermitano, potevano essere realizzate in altra maniera, volendo rappresentare l’idea che si può credere a un asino che vola, ciò che si è volatilizzato, purtroppo, con questo film sembra essere la sensibilità di Pif ai temi animalisti, manifestata negli scorsi anni”, conclude la Lav.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»