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A Bologna il Pd regge: “Qui vinciamo, se ne tenga conto a livello nazionale”

La segretaria Federica Mazzoni rivendica la vittoria in tutti gli uninominali: "Segniamo una netta differenza e non è frutto del caso"

Pubblicato:26-09-2022 18:21
Ultimo aggiornamento:26-09-2022 18:21
Canale: Bologna
Autore:
Andrea De Maria, Virginio Merola, Federica Mazzoni, Sandra Zampa e Simona Lembi
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BOLOGNA – Il Pd di Bologna guarda alla traversata “nel deserto” che attende il partito a livello nazionale, come sottolinea più volte la segretaria provinciale Federica Mazzoni. Ma allo stesso tempo si consola con i risultati ottenuti sotto le Due torri grazie al 33,23% nel collegio per la Camera e al 30,27% (in città) per il Senato. “Senza facili trionfalismi, il dato è che a Bologna segniamo una netta differenza sia in termini di partecipazione e radicamento che rispetto alla conduzione della campagna elettorale”, dichiara Mazzoni in conferenza stampa.

MAZZONI: ABBIAMO ELETTO TUTTI I NOSTRI CANDIDATI ALL’UNINOMINALE

“Siamo riusciti ad eleggere tutti i nostri candidati all’uninominale ed è stato un gioco di squadra in cui gli stessi candidati hanno fatto davvero la differenza”, afferma la segretaria affiancata da Virginio Merola, Andrea De Maria e Sandra Zampa. Nel caso di Merola, eletto nell’uninominale per la Camera di Bologna città, “abbiamo una tenuta che deve farci riflettere- sottolinea Mazzoni- su come il nostro metodo debba continuare a farci capire come fare politica”. De Maria invece ha vinto di misura nel collegio di Carpi: “Non ci ha fatto dormire per tutta la notte ma è stata davvero una sfida molto bella in cui abbiamo messo insieme capacità di unire e radicamento territoriale con un modo diverso di fare politica”, afferma Mazzoni.

“QUI, PIÙ CHE IN ALTRE PARTI D’ITALIA, SI È SENTITA LA SFIDA”

E Pier Ferdinando Casini, osteggiato dalla base Pd ma poi vittorioso su Vittorio Sgarbi nell’uninominale di Bologna per il Senato? “Qui, più che in altre parti d’Italia, si è sentita la sfida e ce lo dicono anche i dati dell’affluenza, molto maggiore rispetto al dato nazionale- continua Mazzoni- e questo ha fatto sì scattasse una chiamata alle urne per arginare la destra. Anche l’elezione di Casini la leggiamo in questo modo, perché a Bologna si è ben compresa la partita nazionale“.

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“A BOLOGNA IL PD È SOPRA LE PERCENTUALI NAZIONALI DI 14 PUNTI”

Di certo “a Bologna il partito tiene e non è frutto del caso, bensì di un lavoro corale e di una comunità politica radicata che si è messa in marcia negli anni per rinnovare un patto con i territori”, rivendica Mazzoni. La segretaria non si sofferma sul raffronto con le politiche del 2018 (“Il contesto è differente, il vero dato è che non solo si regge ma si aumenta”) concentrandosi invece sul fatto che i risultati ottenuti ieri dal Pd bolognese sono “in controtendenza rispetto al nazionale, questa è la vera peculiarità. A Bologna il Pd è sopra le percentuali nazionali di 14 punti, bisogna ripartire da qui e dal fatto che le sfide difficili che in nessun’altra parte d’Italia sono state vinte, qui le abbiamo vinte tutte con tutti i nostri candidati all’uninominale”.

E IL NEOPARLAMENTARE VIRGINIO MEROLA FESTEGGIA IN RIMA

Nel dibattito sul futuro del Pd, questo bilancio “dovrà essere preso in considerazione anche a livello nazionale” e Bologna “è a disposizione per aiutare, perché- conclude Mazzoni- credo ci sia bisogno anche di una realtà come la nostra, lo dico con umiltà”. Nel frattempo, Merola festeggia a suon di rime (“A Bologna con Mazzoni vinciamo le elezioni”) e De Maria rivela di averne ricevute ogni giorno dal collega di partito: ad esempio “contro la Vandea fascista ha vinto Andrea. Era dura e in salita, ma ha saputo giocare la partita. C’è vittoria e c’è allegria se è in lista De Maria”.

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