FOTO | “Non ingrandite l’aeroporto, inquina troppo”, flash mob a Bologna

Una trentina di attivisti del collettivo Labas ha invaso l'aeroporto di Bologna e distribuito volantini a tutti i passeggeri in arrivo e in partenza:
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BOLOGNA – Un flash mob per fermare l’ampliamento dell’aeroporto di Bologna, azione pensata “senza fare i conti con l’impatto che questo ha sull’ambiente“. Indossando tute bianche e mascherine, una trentina di attivisti climatici del centro sociale Labas di Bologna, questa mattina ha ‘invaso’ l’aeroporto Marconi della città.

Non si possono aumentare le emissioni di Co2, favorire le compagnie aeree che stanno investendo sulla costruzione di centinaia di aerei di vecchia tecnologia, spartire i profitti di questo business, senza passare su di noi”, scrivono gli attivisti su Facebook rivendicando l’iniziativa, che arriva in vista del terzo sciopero globale per il clima di domani.

Al grido di “chi vive nelle città si ribella” i ragazzi di Labas hanno distribuito volantini a tutti i passeggeri, in arrivo e in partenza. “I costi dei biglietti sono bassi perché i reali costi di questa smania di viaggiare per ogni dove in aereo sono redistribuiti a tutto il pianeta- i costi, non i profitti- in una catena di conseguenze che va dal quartiere vicino all’aereoporto, la cui quotidianità è impattata ogni dieci minuti dal rombo dell’aereo che sfiora i tetti delle case, alla città, che già aveva un’aria irrespirabile e ora viene modellata come un enorme villaggio turistico fatta di buffet e case che diventano Airbnb costringendo chi vive la città, per lavoro o studio, a far spazio ai turisti andando ad abitare lontano dai luoghi dove svolgono le loro attività”, lamenta il collettivo.

 

Gli attivisti di Labas che questa mattina hanno fatto irruzione all’aeroporto, come scrivono su Facebook, non sono contro il singolo turista che prende un aereo per spostarsi ma contro un “un sistema che continua a promettere sviluppo infinito in un mondo con risorse finite” e contro i ‘club degli industriali’. Gli ambientalisti protestano anche “contro le compagnie petrolifere che continuano a estrarre i combustibili fossili invece di lasciare il campo alle energie rinnovabili”. Una stoccata anche per le amministrazioni dei territori, ritenute “responsabili della salubrità delle nostre città, che mentre sorridono ai movimenti ambientalisti non si oppongono alle continue devastazioni che intaccano l’ecosistema”.

Intanto, sempre in vista dello sciopero per il clima, domani alle 18.30, nel bosco dei prati di Caprara ci sarà una passeggiata ‘nel tempo del creato’, organizzata dalla parrocchia del Cristo Re e dal comitato Rigenerazione no speculazione. “Ci ritroviamo insieme per un momento di spiritualità, immersi nella natura, invitando i credenti delle altre confessioni religiose”, scrivono gli organizzatori su Facebook. “Sollecitati dalle parole di Papa Francesco che ci chiede anche azioni profetiche” nei dintorni del ponticello della pista ciclabile in via Bugatti, saranno letti anche brevi testi tratti da diverse tradizioni religiose.

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26 Settembre 2019
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