Sanità, Atzori (Cuamm): “Costruiamo il futuro con i giovani africani”

A New York, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, si parla della salute dei giovani africani e dei temi su cui lavorare, dall'hiv alla droga
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ROMA – “I giovani sono l’opportunità del continente; con loro bisogna saper parlare, anche e soprattutto per garantirne il diritto alla salute”: così all’agenzia ‘Dire’ Andrea Atzori, responsabile relazioni internazionali dell’ong Medici con l’Africa Cuamm. L’intervista si tiene poche ore prima dell’intervento che terrà oggi pomeriggio a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ad una tavola rotonda organizzata dall’ong padovana insieme con la rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Onu.

Nell’incontro, intitolato ‘Copertura sanitaria universale: salute e benessere degli adolescenti, sfide ed esempi virtuosi’, un’attenzione particolare sarà dedicata all’Africa. “Sottolineeremo che la salute degli adolescenti è sia una sfida che un’occasione per il continente” dice Atzori.

“I giovani, penso in particolare alla fascia di età fino ai 24 anni, hanno maggiori rischi di contrarre infezioni da hiv o di assumere comportamenti che portino a dipendenze; allo stesso tempo sono la risorsa più preziosa, che con un investimento sull’istruzione possono diventare i cervelli e i leader del futuro“. Oggi Atzori interverrà al dibattito insieme con responsabili e direttori delle Cooperazioni allo sviluppo di diversi Paesi, dalla statunitense Irene Koek all’italiano Giorgio Marrapodi. Il messaggio del Cuamm ad addetti ai lavori e “donatori” sarà centrato sulla necessità di approcci innovativi, capaci di avvicinare i giovani ai servizi sanitari utilizzando anche linguaggi non tradizionali. I riferimenti, nella storia recente dell’ong, sarebbero differenti.

“In Mozambico, nella città di Beira, grazie a una collaborazione con il ministero della Sanità siamo in dialogo con i ragazzi su salute riproduttiva, rischio hiv e abuso di droghe o alcol” sottolinea Atzori. “Lo spazio di incontro sono sei centri, identificati dall’acronimo Saaj, che sta per Servizio di attenzione specifica per giovani ed adolescenti: chi arriva entra in rapporto anche con associazioni locali gestite da coetanei, che possono garantire un accompagnamento prezioso”.

Secondo il responsabile del Cuamm, un altro esempio arriva dall’Uganda. “Penso alla raccolta dati sulle gravidanze precoci e ai servizi di supporto psico-sociale” dice Atzori. “Grazie a un accordo con le autorità sanitarie di distretto, lavoriamo contro lo stigma: uno dei problemi è che le adolescenti incinte non chiedono assistenza sanitaria e così rischiano infezioni anche gravi“. Capita così che i Medici con l’Africa consegnino “Baby kit”: coperte, cappellini e altri oggetti semplici ma utili alla cura del neonato che spesso le famiglie non possono permettersi.

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26 Settembre 2019
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