domenica 12 Luglio 2026

Nella grotta di Monte Cucco si discute di piccoli comuni

Il 29 agosto l'evento 'dalla grotta alla nazione e al globale'

ROMA – Discutere di aree interne e di piccoli comuni in una semplice sala convegni, con catering e collegamento internet? No. La provocazione di Costacciaro, piccolo comune umbro in provincia di Perugia, al confine con le Marche e prossimo a Gubbio, e dell’università degli Studi della Tuscia, in collaborazione con docenti di altri atenei (incluso quello umbro), è quella di farlo dove l’uomo ha iniziato la propria vita in comunità, ossia in una grotta. Anche se mai abitata, quella del Monte Cucco è una grotta carsica di grande bellezza che ospiterà un convegno dove si ragionerà sul destino delle piccole comunità di cui è ricca l’Italia e ricchissimi il centro Italia e l’Appennino. Su iniziativa di un gruppo di professori universitari, oltre che degli atenei della Tuscia, di Perugia, del Salento e della Pegaso, venerdì 29 agosto, dalle 11 alle 13, si terrà il convegno dal titolo ‘Dalla grotta alla Nazione e al globale’, per discutere del futuro delle piccole comunità e dei borghi all’interno di una grotta. Lo scenario è quella di Monte Cucco, straordinario esempio di natura che regala luoghi incredibili, visitata ormai da oltre 4mila persone l’anno grazie all’attività del comune di Costacciaro, dell’università degli Uomini originari e della Associazione di Guide TraMontana guidata da Raffaele Capponi, che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento.

“UNA GROTTA PER DIRE CHE NON VOGLIAMO TORNARE A VIVERE NELLE GROTTE”

Abbiamo scelto la Grotta anche in modo simbolico- annunciano gli amministratori dell’Appennino umbro-marchigianoper dire che non vogliamo tornare a vivere nelle grotte. In questi anni l’attenzione alle aree interne non è stata all’altezza delle esigenze. Abbiamo bisogno di servizi per la comunità per invertire in modo stabile la crisi demografica che vede le nostre comunità in deficit demografico e sempre più costituite da persone anziane che chiedono servizi specifici”. “Il nostro territorio- spiega il sindaco di Costacciaro, Andrea Capponi– deve attrarre anche giovani che possono trasferirsi da noi, in case raggiunte dalla rete internet e con una elevata qualità della vita, per passarci una parte della propria esistenza, non solo le vacanze. Già in questi mesi molti cittadini di altri paesi, pensionati inglesi, lavoratori non umbri e turisti veneziani hanno comprato casa: è un bel riconoscimento ma occorre altro ancora”. “Vorremmo che lo Stato e le regioni rafforzassero questo trend– prosegue Capponi- aiutandoci a offrire servizi, come ad esempio il trasporto pubblico che, tramite ferrovia, deve poterci collegare in modo rapido ad Ancona, Perugia a Roma, oggi meglio connesse con le infrastrutture viarie su gomma rispetto al passato. Ma non basta. Le persone devono poter decidere di passare un po’ del proprio tempo e lavorare qui, in questi posti incantevoli e pieni di natura”.

STERPA: “LA TECNOLOGIA RENDE MOLTI SERVIZI PIÙ ACCESSIBILI”

Alessandro Sterpa, i cui nonni materni vivevano proprio qui, professore di diritto costituzionale impegnato da anni sui temi dell’autonomia territoriale, sottolinea che “oggi la tecnologia, e si pensi alla sanità, rende molti servizi più accessibili in questi territori“. All’incontro saranno presenti Eliana Augusti (UniSalento) che studia le migrazioni e che, partendo anche da alcune vicende umbre, ragionerà sull’immigrazione come fattore di impatto sui territori. Accanto a lei Enrico Maria Mosconi (UniTuscia), esperto di logistica, e Paolo Bonini, che si è occupato della natura giuridica dei borghi.

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